Eclissi solare, tutti i falsi miti sull’evento di domani: ecco il vademecum per sfatare il catastrofismo

Eclissi solare, tanti miti catastrofisti da sfatare sull’evento di domani

eclissi solare 10Non diventera’ notte e non ci dovrebbero essere blackout elettrici: l’eclissi di Sole di domani sara’ parziale in Italia, con l’oscuramento del disco solare del 70% all’estremo Nord e del 40% all’estremo sud, e sara’ totale solotanto nella zona Artica. La ridotta luminosita’ potrebbe mettere alla prova il sistema elettrico italiano e quello europeo, che hanno una buona percentuale di impianti fotovoltaici, ma senza rischi particolari grazie alle misure preventivamente adottate. “E’ ora di sfatare qualche falso mito, balzato agli onori della cronaca piu’ catastrofista“, rileva in una nota l’Associazione Tuscolana Astrofili (Ata). “Roma – aggiungono gli astrofili – non sprofondera’ nel buio piu’ totale. Il Sole sara’ coperto per circa il 65% della sua superficie, il restante 35% sara’ sufficiente quindi a illuminare la citta’ Eterna“. Durante l’eclissi la luce solare si attenuera’ infatti gradualmente, senza pero’ mai arrivare al buio completo poiche’ in Italia l’eclissi sara’ soltanto parziale. Nel momento dell’eclissi parziale ci sara’ quindi ”una luce irreale, attenuata, come se avessimo tutti degli occhiali molto chiari”. Saranno, insomma, ”due ore suggestive, ma certamente non “da fine del mondo”. Niente allarmismi neanche per quanto riguarda possibili blackout elettrici. La luce solare ridotta per il breve periodo dell’eclissi portera’ ad una diminuzione nella produzione di energia da fotovoltaico, tuttavia “si stanno predisponendo i provvedimenti necessari per fronteggiarne l’impatto e minimizzare i disagi per gli utilizzatori”, spiegano gli esperti della Rse (Ricerca sul Sistema Energetico). “La variazione – rilevano in una nota – deve essere compensata per soddisfare un requisito fondamentale per il funzionamento del sistema elettrico: il bilancio istantaneo fra generazione e carico. Per ottenere questo risultato occorre supplire al calo di produzione da fotovoltaico con la generazione convenzionale controllabile“.