“Ci hanno detto di non usare termini come ‘climate change’, ‘global warming’ o ‘sustainability'”

Nonostante sia uno degli Stati americani più esposto ai rischi del riscaldamento climatico, con il 30% delle sue spiagge minacciato nell’arco dei prossimi 85 anni dall’innalzamento del mare, la Florida impedisce ai funzionari del dipartimento per la Protezione ambientale di usare le espressioni “climate change” o “global warming” in qualsiasi comunicazione ufficiale, inclusi email e rapporti. E’ quanto scritto dal Florida Center for Investigative Reporting (Fcir). La politica adottata dall’agenzia statale che si trova in prima linea nello studiare e pianificare i cambiamenti climatici non si limita solo alla retorica. Ad esserne stati condizionati, riferisce il Fcir, sono studi, sforzi educativi e politiche pubbliche di un organismo che conta circa 3.200 dipendenti e ha un budget da 1,4 miliardi di dollari. “Ci hanno detto di non usare termini come ‘climate change’, ‘global warming’ o ‘sustainability'”, racconta al Fcir Christopher Byrd, dal 2008 al 2013 nell’ufficio di consulenza del dipartimento in questione. “Quel messaggio fu comunicato a me e ai mie colleghi dai nostri superiori nell’Office of General Counsel”. Gli fa eco un altro ex dipendente del dipartimento, Kristina Trotta, che al Fcir ha detto che a loro “non era permesso discutere di nulla che non fosse un fatto vero”. Queste direttive non scritte entrarono in vigore dopo che il governatore Rick Scott (che si è aggiudicato un secondo mandato lo scorso novembre) entrò in carica nel 2011 nominando Herschel Vinyard Jr. come direttore del dipartimento. In varie occasioni Scott ha sostenuto di non essere convinto che il climate change sia causato dall’attivita’ umana nonostante prove scientifiche che provino il contrario. Vinyard non piu’ nel dipartimento, non ha voluto commentare quanto emerso mentre un portavoce del dipartimento ha risposto all’articolo di Fcir dicendo che “non esiste alcuna politica su questo” uso di espressioni. Questa tesi e’ confermata anche da un portavoce del governatore. Il punto e’, conclude Fcir, che l’ordine verbale di non parlare di “climate change” era ben conosciuto e diffuso a livello statale.