Un forte “gradiente barico” fra Spagna e Italia all’origine dei fortissimi venti di maestrale e di “Foehn”

17L’elemento saliente della giornata di ieri è stato proprio il forte vento da NO che ha spazzato le regioni italiane più occidentali, ed in modo particolare il Piemonte, la Sardegna e la Sicilia, dove i venti di “Foehn” e maestrale sono divenuti particolarmente impetuosi. Sulla Sardegna meridionale, durante la fase clou delle forti burrasche di maestrale in arrivo dal Golfo del Leone e dal mar di Sardegna, si sono registrate raffiche di picco di ben 114.8 km/h a Cagliari, e oltre 80-90 km/h in molte altre località della Sardegna orientale e meridionale. Venti a tratti divenuti davvero tempestosi che hanno cagionati ingenti disagi e diversi danni, per alberi sradicati, cartelloni pubblicitari divelti e pali della pubblica illuminazione abbattuti. Del resto, come anticipato la scorsa settimana, l’Italia da giorni è divenuta terra di confine fra il robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, che presenta massimi di oltre 1038 hpa sull’Atlantico portoghese, ed una vasta e articolata circolazione depressionaria a carattere freddo, che presenta ben due minimi al suolo, rispettivamente di 975 hpa e 976 hpa, posizionati fra la Scozia e il mar Baltico.

L’avanzata dell’anticiclone delle Azzorre verso l’Europa centrale ha mandato in “stretching” la circolazione depressionaria presente sulla Scandinavia, la quale sotto la pressione della spinta dell’anticiclone oceanico ha cominciato ad estendere una saccatura in direzione del Mediterraneo centro-orientale, determinando una discesa di aria più fredda dalle Isole Britanniche fino al Mediterraneo centrale. Questa discesa di aria fredda, soprattutto in quota, è stata accompagnata da un “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto polare”), in scivolamento sul bordo orientale del promontorio oceanico, che dalla Francia si spinge con le proprie propaggini più orientali fin verso il Mediterraneo centrale, convogliando su questo un intenso flusso di correnti nord-occidentali, nei medi e bassi strati, che sono state ulteriormente rafforzate dal temporaneo inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra la Spagna e l’Italia.

La carta sinottica della serata di ieri mette in evidenza il consistente addensamento di isobare che la spinta dell’anticiclone delle Azzorre verso est ha prodotto sul bacino centrale del Mediterraneo (venti di maestrale) e lungo l’arco alpino (venti di “Foehn”)

Questa considerevole contrapposizione barica, ulteriormente acuita dalla spinta del promontorio anticiclonico azzorriano in direzione della Francia, già dalla prima mattinata di ieri ha generato l’attivazione di forti e rafficosi venti di maestrale che dopo aver attraversato la Francia centrale e la Guascogna si sono canalizzati dentro la valle del Rodano, per poi versarsi con forza sul Golfo del Leone, propagandosi molto velocemente al mar delle Baleari, mar di Corsica e mar di Sardegna, con burrasche da NO che raggiungeranno forza 8-9 della scala Beaufort. A causa della spinta verso levante del promontorio anticiclonico oceanico e la conseguente compressione del “gradiente barico orizzontale” tra il mar di Sardegna e le Baleari, le burrasche da NO, dopo essere uscite dal Rodano, sono risultate piuttosto intense sul mar di Corsica e mar di Sardegna, con raffiche capaci di toccare temporaneamente anche i 90-100 km/h sul mar di Sardegna e Canale di Sardegna. Difatti, nel corso della tarda mattinata di ieri, i forti venti di maestrale, in uscita dal Rodano, hanno raggiunto il Canale di Sardegna, sferzando con fortissime raffiche da NO le coste occidentali e meridionali dell’omonima isola, che sono state spazzate da forti raffiche da O-NO e NO, fino a più di 80-90 km/h fra l’oristanese e il cagliaritano.

Intorno al primo pomeriggio, proprio lungo le coste del cagliaritano, si sono prodotte vere e proprie bufere di vento, con venti molto forti da NO che hanno sfondato la fatidica soglia dei 100 km/h. Proprio a Cagliari, nel primo pomeriggio di ieri, è stata misurata una massima raffica di ben 114.8 km/h da NO, mentre nella stazione meteorologica di Capo Carbonara, gestita dall’Aeronautica Militare, la massima raffica del pomeriggio ha toccato i 102 km/h da Ovest. Nel corso del pomeriggio i forti venti da NO, dopo aver interessato le coste della Sardegna, si sono propagati velocemente al Canale di Sardegna e al Canale di Sicilia, interessando più marginalmente la Sicilia, attraverso una componente più da O-NO che ha spirato su tutta la Sicilia, con raffiche che hanno superato la soglia dei 70 km/h, mentre picchi di oltre 80 km/h, durante la serata si sono segnalate nel messinese, con un picco di ben 88.5 km/h nella stazione automatica di Mili San Marco, poco a sud di Messina.

Nel corso del pomeriggio e della serata, il significativo “gradiente barico” che si è approfondito fra gli opposti versanti delle Alpi ha favorito l’attivazione di intensi venti di “Foehn” che dalle creste alpine, incanalandosi lungo le rispettive vallate, si sono versati sopra le pianure del Piemonte e della Lombardia, sotto forma di raffiche da NO, N-NO e Nord, che nelle zone pedemontane dell’alto Piemonte hanno superato i 60-70 km/h. Localmente anche di più lungo l’uscita delle principali vallate di Piemonte e Lombardia, tanto che in alcune di queste, come in val di Susa, le forti raffiche di caduta amplificandosi per l’effetto sottovento hanno lambito punte di ben oltre gli 80-90 km/h. Questi venti di caduta, comprimendo l’aria nei bassi strati e deumidificandosi sensibilmente durante la discesa, hanno pulito il cielo, regalando un atmosfera limpida e tersa, con aria secca e visibilità ottima.

L’attivazione dei forti venti di maestrale, fra mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia, già dalla mattinata di domani causerà un rapido aumento del moto ondoso su tutti questi bacini, che in poche ore passeranno da molto mossi (forza 4) ad agitati (forza 5) fino a molto agitati (forza 6), con lo sviluppo di onde di “mare vivo” alte anche più di 3.0-4.0 metri, e “Run-Up” sui 5.0-6.0 metri in mare aperto. Parte di queste ondate sono andate a rompersi sulle coste della Sardegna occidentale, dove si sono verificate delle mareggiate.

Sul Canale di Sardegna, sul Canale di Sicilia e sul settore più occidentale del basso Tirreno si sono sviluppate onde di “mare vivo” alte anche più di 3.0-4.0 metri, che si sono propagate in parte verso le coste occidentali della Sicilia e della Calabria tirrenica, e in parte verso il litorale libico, innescando su queste mareggiate, anche di debole e media intensità. Il moto ondoso fra mar di Corsica e mar di Sardegna andrà a scadere già dalla mattinata odierna, mentre il Canale di Sicilia e il basso Tirreno occidentale continueranno a presentarsi agitati (forza 5) fino al pomeriggio di oggi, con onde lunghe da O-NO e NO in lenta scaduta dalla sera.