
L’attività temporalesca è risultata insolitamente intensa per il periodo, soprattutto sul territorio polacco, dove si è osservata la formazione, piuttosto rapida, di numerose “Cellule temporalesche” in aria fredda, caratterizzate da imponenti cumulonembi interamente ghiacciati fin dalla base e stracolmi di fiocchi di neve. Le basse temperature, sommandosi all’afflusso dell’aria fredda post-frontale, da Ovest e O-SO, e il contemporaneo abbassamento della quota dello “zero termico”, hanno permesso alle precipitazioni di assumere prevalente carattere nevoso fino al piano. I temporali più intensi hanno colpito il sud-ovest della Polonia, dove si sono sviluppate le “Cellule temporalesche” più attive che hanno dato luogo a intensi rovesci di neve e anche a brevi grandinate che si sono mescolate alla neve. In qualche caso i temporali di neve sono stati seguiti dal passaggio di magnifici banchi di “mammatus” illuminati dagli ultimi raggi di sole, sulla via del tramonto che hanno regalato degli scenari davvero suggestivi. Questo tipo di nubi, caratteristiche per la forma simile ad una mammella, si formano sul bordo posteriore dell’incudine di un temporale ben sviluppato.
L’origine di questi insoliti temporali di neve fra Germania e Polonia
L’aria polare marittima, in discesa dal Plateau groenlandese e dall’Islanda, durante il suo passaggio obbligatorio sopra l’Atlantico settentrionale, tende a riscaldarsi notevolmente nei bassi strati, caricandosi di umidità e instabilizzandosi alle varie quote, con un conseguente incremento del “gradiente termico verticale” che rende l’atmosfera molto instabile. Riscaldandosi nei bassi strati la massa d’aria diventa molto instabile, causa il notevole aumento del “gradiente termico verticale” (notevoli differenze di temperature alle varie quote) in seno alla colonna d’aria. Questi notevoli contrasti termici, fra la bassa e la media troposfera, agevolando la formazione di intensi moti convettivi (correnti ascensionali che spingono l’aria dal basso verso l’alto) che favoriscono la costruzione di imponenti addensamenti nuvolosi cumuliformi (cumuli, congesti e cumulonembi in aria fredda), carichi di piogge, rovesci di neve e persino grandinate di piccola e media taglia.
Di solito questa nuvolosità, evidenziata dalle moviole satellitari con i classici “ciottoli” o nubi puntiformi, si sviluppa all’interno del settore freddo post-frontale di un intenso ciclone extratropicale e rappresenta le varie linee di instabilità (derivate anche dalla rotazione dei venti al suolo più verso nord) che seguono il passaggio del fronte freddo. In questo caso però il maggior contributo della radiazione solare d’inizio Marzo, capace di scaldare maggiormente il terreno durante le ore diurne, ha avuto un ruolo significativo nell’esaltare ulteriormente i contrasti termici fra bassi e medi strati, favorendo l’innesco di intensi moti convettivi che hanno agevolato la formazione di grossi cumulonembi in aria fredda. Nelle prossime ore, con l’evoluzione verso levante del profondo vortice depressionario, l’aria fredda in discesa dalle latitudini artiche groenlandesi e la nuvolosità puntiforme a suo seguito invaderanno la Danimarca, la Germania settentrionale e la Polonia settentrionale, portando rovesci, nevosi sino a 300-200 metri di quota, specie nel sud della Germania, occasionali grandinate, e persino dei fenomeni temporaleschi.