Maltempo, D’Angelis: “In passato non si è creduto nella prevenzione”

E’ iniziata una fase diversa in cui gestiremo sempre le emergenze

LaPresse
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“Il problema in passato e’ stato che il sistema paese che non ha creduto nella prevenzione. Abbiamo inseguito soltanto le emergenze. Ora siamo entrati in una nuova stagione, il governo ha dato un imput molto chiaro: si fa prevenzione. E’ evidente che il ritardo nelle progettazioni deriva da questo”. Cosi’ Erasmo D’Angelis, capo della struttura di missione di Palazzo Chigi per il rischio idrogeologico Italia Sicura, a margine di un incontro a Genova sul dissesto del territorio insieme all’assessore alla Protezione Civile della Regione Liguria, Raffaella Paita. D’Angelis ha poi aggiunto che in passato “c’e’ stato sempre detto che per mettere piu’ in sicurezza l’Italia servivano tra i 100 e i 60 miliardi. Da ultimo l’ex ministro Clini disse che servivano 40 miliardi. Noi, invece, abbiamo fatto un’operazione molto semplice: abbiamo chiesto a tutti se ci davano opere e interventi da realizzare. Adesso li abbiamo, quotano complessivamente una ventina di miliardi di cui un 1,5 miliardi o forse 2 miliardi sono immediatamente cantierabili e li finanziamo tutti, ora. Poi con un “fondo progetti” aiuteremo mano a mano le altre progettazioni ad arrivare a cantiere. E’ chiaro – ha concluso – che e’ iniziata una fase diversa in cui gestiremo sempre le emergenze, finche’ non saranno realizzate le opere, pero’ andiamo verso una prevenzione strutturale”.