Maltempo, situazione critica in Emilia Romagna: l’Appennino si sta sgretolando [FOTO]

franaIl presidente della Provincia di Forli’-Cesena e sindaco di Forli’, Davide Drei ha riscoperto i suoi studi e ieri, in compagnia di un altro geologo, il sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, ha compiuto un sopralluogo nelle zone piu’ colpite dall’ultima ondata di maltempo. Nella provincia, spiega, ci sono diverse situazioni di forti smottamenti e “diverse” strade interrotte: almeno quattro nel forlivese, con le situazioni piu’ critiche a Predappio, Dovadola, Modigliana e Tredozio, e altrettante nel cesenate, dove fa paura in particolare la frana di Montevecchio. D’altronde, analizza Drei, che “il territorio sia fragile non e’ una novita’. Sono passati decenni di incuria per la regimazione delle acque”. In particolare da parte dei privati, sui terreni dei quali insistono diverse frane.

Dunque, “c’e’ bisogno di una nuova attenzione al territorio”, specie di fronte ai cambiamenti climatici che propongono piogge di forte intensita’. Da un lato, servono “interventi preventivi” di manutenzione”, dall’altro “maggiori risorse pubbliche”, sia dallo Stato che dalla Regione. Perche’, conclude Drei, “la volonta’ di trasformare le Province deve fare i conto con un territorio che va gestito”. Intanto dalla Regione si fa sentire il consigliere del Partito democratico, Lia Montalti, mentre la Federconsumatori di Forli’ punta i fari sul quartiere Carpinello.
Montalti si interessa a come “verranno ripartite le risorse riconosciute recentemente dal governo e con che modalita’ verranno pianificati gli interventi regionali”, in merito all’emergenza meteorologica del 5 e 6 febbraio scorsi. L’ondata di maltempo nel cesenate causo’ “molteplici eventi franosi”: 18 a Roncofreddo, tre a Longiano, quattro a Montiano, “per un costo stimato complessivo dell’intervento di ripristino di 250.000 euro”. Ancora: otto a Borghi per un costo complessivo di circa 1,1 milioni di euro; e oltre un centinaio nel comune di Cesena.
Montalti alla giunta chiede anche di “portare avanti col governo la proposta di sblocco del patto di stabilita’, per dare priorita’ agli interventi sul dissesto idrogeologico”. La Federconsumatori si concentra sui danni causati dalla incuria e dal malfunzionamento del sistema fognario nel quartiere forlivese, dopo l’affollata assemblea di venerdi’ scorso da cui e’ emersa la richiesta di “chiedere i danni ai soggetti che hanno causato il disastro. Si teme infatti che scatti un meccanismo di scarica barile tra i soggetti coinvolti: Comune, Regione, Societa’ dell’autostrada e Consorzio di Bonifica”. Per cui “chi sa parli”.

SITUAZIONE DIFFICILE ANCHE NEL MODENESE – Agricoltori in allarme dopo la nuova piena dei fiumi modenesi di queste ore. “La quantita’ di pioggia caduta in questi giorni e’ stata effettivamente eccezionale in montagna, ma in futuro potrebbe bastare molto meno e questo a causa del progressivo abbandono dell’Appennino. Se nessuno si prende cura del territorio- avvisa Confagricoltura Modena in una nota- il dissesto idrogeologico e’ destinato a peggiorare ed e’ quanto sta accadendo nelle nostre montagne”. La presidente dell’associazione, Eugenia Bergamaschi, ne approfitta per segnalare che “in Italia il settore agricolo e’ visto solo come fonte di prelievo, un bancomat a cui rivolgersi in caso di necessita'”. E l’Imu agricola “e’ la conferma di questo modo di vedere l’agricoltura e gli imprenditori”. Secondo Bergamaschi, l’inevitabile conseguenza di una maggiore tassazione e’ la chiusura delle attivita’ e l’abbandono del territorio: “Servono politiche di detassazione per incentivare l’attivita’ agricola, in particolare per quanti lavorano in zone difficili come l’Appennino”.