La prossima missione durerà due anni e punterà a indagare sulle proprietà del sottosuolo marziano

La prossima missione – spiega Media Inaf, il notiziario on line dell’Istituto nazionale di Astrofisica – durerà due anni e punterà a indagare sulle proprietà del sottosuolo marziano (attualmente operano a questo scopo due radar, Marsis a bordo della missione Mars Express dell’Esa e ShaRAD sulla sonda Mars Recoinassance Orbiter della Nasa, entrambi di realizzazione italiana).
L’area scelta è un’ellisse di 130 km di lunghezza per 27 di larghezza e un fondamentale contributo è arrivato dalla Thermal Emission Imaging System (Themis) montata a bordo dell’orbiter della Nasa Odyssey. Si tratta di uno strumento che lavora dal 2002 sia all’infrarosso sia nell’ottico, ed è stato utilizzato per mappare la superficie di Marte, le rocce, la sabbia e la polvere. Il sito prescelto è si trova nella regione Elysium Planitia, quasi interamente coperta da antichissime colate laviche.
A bordo di InSight – che è un lander, quindi non sarà dotato di pneumatici e non potrà spostarsi liberamente sulla superficie marziana come altri sui “cugini” – verranno montati due importanti strumenti scientifici: un sismografo per misurare l’attività sismica sul Marte e studiarne meglio la storia, e un sensore montato su un braccio che potrà arrivare fino a 5 metri di profondità per misurare il flusso termico.