Erano attrezzati e non si sono fatti prendere dal panico

Hanno scavato una buca nella neve, truna in gergo tecnico, per sopravvivere alla notte a 2.600 metri di quota. “Non potevamo fare altro – hanno detto stamattina ai soccorritori – altrimenti il freddo sarebbe stato troppo. Essere riusciti a contattare sia voi del Soccorso alpino sia il 118 ieri sera ci ha messo coraggio, ma nell’immediato dovevamo cavarcela e aspettarvi”. Sono tre scialpinisti di Thiene (Vicenza), che dal tardo pomeriggio di ieri risultavano dispersi in Trentino, ma che stamani sono stati recuperati e stanno bene, lieve ipotermia a parte, per cui sono stati trasportati all’ospedale di Feltre, in Veneto, per i controlli del caso. I tre amici, di 35, 42 e 50 anni ieri erano andati a Cima Fradusta, sulle Pale di San Martino, poi erano scesi sulla neve fresca verso il rifugio Rosetta. “Con la nebbia fitta pero’ – hanno raccontato – abbiamo perso l’orientamento”. Uno dei tre aveva il telefonino, ma non c’era campo. In ogni caso il 118 sono riusciti a chiamarlo e a parlare per pochi minuti anche con il Soccorso alpino del Trentino, senza pero’ fornire indicazioni chiare sulla loro posizione. La telefonata, senza campo, si e’ interrotta piu’ volte, poi la batteria del cellulare si e’ scaricata. E il buio stava arrivando, insieme a un po’ di paura e al calo della temperatura, nonostante la giornata di sole. I tre pero’ erano attrezzati: abbigliamento e esperienza sono serviti a proteggerli a sufficienza dal freddo, nella buca di neve. Il Soccorso alpino del Trentino intanto, con Trentino emergenza, e’ accorso in zona, chiedendo di riaprire la funivia Rosetta. Tre squadre della zona Primiero-Vanoi, in totale dieci persone, sono andate sull’altopiano delle Pale di San Martino e hanno cercato i dispersi, spostandosi con gli sci da alpinismo. Dopo la mezzanotte neanche le loro lampade frontali permettevano di proseguire per la nebbia fitta. Hanno ripreso alle 5.30 tre nuove squadre di soccorritori riportate in quota in funivia, con altrettante pronte a dare un ulteriore cambio. Dalle 6, con il migliorare della visibilita’, si e’ alzato anche l’elicottero con personale medico e un tecnico del Soccorso alpino. Allertato anche il Soccorso alpino di Agordo, nella Val Biois, per il timore che gli scialpinisti potessero scendere dal versante veneto. Alle 7.10 invece l’elicottero di Trentino emergenza ha visto i tre vicino al lago Fradusta. Erano infreddoliti e spaventati, ma in buone condizioni fisiche.