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Sul Pacifico meridionale la “MJO” sforna “Pam”, in settimana rischia di evolversi in un pericoloso ciclone tropicale di 4^ categoria
E’ nata la tempesta “Pam”, può diventare un pericolosissimo ciclone tropicale
Con l’affermazione del fenomeno di “El-Nino” e la lenta evoluzione verso levante della “MJO” sul settore sud-occidentale dell’oceano Pacifico si ravviva la stagione delle tempeste e dei cicloni tropicali. Difatti, proprio in questi giorni, nel tratto di oceano ad est delle isole Salomone, abbiamo assistito alla formazione della tempesta tropicale “Pam”, nata dall’evoluzione di diversi “Clusters temporaleschi” legati al passaggio della “MJO” sul Pacifico equatoriale occidentale (ad est di Papua Nuova Guinea). La tempesta, come evidenziato dalle immagini satellitari, presenta una buona struttura, ben alimentata dall’enorme calore latente sprigionato dalle calde acque superficiali dell’oceano Pacifico, che sta favorendo la formazione di grossi “Clusters temporaleschi” che contribuiscono ad accrescere la circolazione ciclonica.
In poche ore, “Pam”, passando sopra un tratto di oceano molto caldo, con bassi valori di “Wind Shear” alle quote superiori (condizioni ambientali ideali per l’approfondimento di un ciclone tropicale), rischia di intensificarsi in modo significativo, trasformandosi entro fine giornata in un ciclone tropicale di 1^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti ad oltre i 120-130 km/h e raffiche di picco oltre i 140-150 km/h. La tempesta, pur rafforzandosi allo status di ciclone di 1^ categoria Saffir-Simpson, non dovrebbe rappresentare, almeno in questa prima fase, una minaccia per gli arcipelaghi e gli atolli limitrofi, visto che rimarrà relegata in pieno oceano, nel tratto a nord-est dell’atollo di Utupua. Ma nel corso della giornata di domani “Pam”, passando sopra un ampio tratto di acque superficiali particolarmente calde e profonde, ad est di Vanuatu.
L’evoluzione di “Pam” da tempesta tropicale a ciclone tropicale di 1^ categoria Saffir-Simpson
Da qui la tempesta seguirà un percorso molto pericoloso, poiché muoversi sopra un vasto tratto di mare molto caldo, nonché capace di fornire enormi quantità di calore latente che collauderanno la convenzione su tutti i lati della circolazione depressionaria, si approfondirà ulteriormente, con un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” che renderà i venti sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata. Si verrà così ad attivare il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, contribuirà a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che verranno alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico sud-occidentale, le cui temperature si aggirano sui +28°C +29°C. La tempesta dovrebbe assumere anche delle dimensioni davvero considerevoli, data l’aspirazione di vaste quantità di calore latente dal Pacifico sud-occidentale.
In genere, in queste condizioni, con un ambiente molto umido nei bassi strati e un “Wind Shear” molto debole alle quote superiori della troposfera, il processo di “autoalimentazione”, non trovando più ostacoli, s’intensifica in modo tale da approfondire il ciclone, che con ogni probabilità entro domani e la giornata di giovedì raggiungerà la 2^ o addirittura la 3^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che supereranno la soglia dei 150-160 km/h attorno il profondissimo minimo barico al suolo. Molti modelli, fra cui GFS, prognosticano che la tempesta, a causa del processo di “autoalimentazione”, possa addirittura evolversi in un pericoloso ciclone tropicale di 4^ categoria Saffir-Simpson, che fra le giornate di giovedì e venerdì passerà poco ad est di Vanuatu e delle isole della Lealtà.
Visto la notevole intensità il solo passaggio ravvicinato del nucleo centrale di “Pam” rischia di esporre le isole della Lealtà (interessate dal bordo occidentale del ciclone) a forti venti da SE, S-SE e Sud, con raffiche molto forti che potranno sferzare soprattutto le isole più orientali dell’arcipelago, come Futuna e Aneityum. In caso di un passaggio ancora più ravvicinato dell’occhio del ciclone le isole della Lealtà, durante il pomeriggio di giovedì, potrebbero essere interessate dai venti di tempesta da S-SE e Sud localizzati lungo il quadrante occidentale di “Pam”. Al momento pare scongiurato che le isole della Lealtà possano essere sferzate dai venti più violenti, dato che l’occhio centrale di “Pam” si manterrà ad una distanza superiore ai 100-150 km.
I venti ciclonici tempestosi che soffieranno in modo furioso attorno l’occhio del ciclone tropicale però solleveranno un intenso moto ondoso molto confuso (direzione di provenienza delle onde indeterminabile a causa dei furibondi venti ciclonici), con onde alte fino a più di 6-7 metri, localmente anche più nell’area attorno l’occhio centrale, che potranno innescare intense mareggiate sulle coste meridionali ed orientali delle isole della Lealtà.