Dopo aver puntato il cannocchiale al cielo, Galileo iniziò a raccontare le sue scoperte attraverso le lettere

La Luna e’ imperfetta e Giove ha delle Lune: cosi’ Galileo descriveva le prime osservazioni fatte con il cannocchiale in lettere che scriveva di getto, sulla scia di queste osservazione senza precedenti. Le piu’ celebri di queste lettere, come quella che descrive la scoperta dei satelliti di Giove, sono state restaurate ed esposte a Roma, nella mostra ”Magistri astronomiae dal XVI al XIX secolo”, organizzata dalla Fondazione Sorgente Group e in programma fino al 31 maggio. La stessa Fondazione ha finanziato il restauro di un gruppo di 299 lettere galileiane che hanno letteralmente rivoluzionato la storia della scienza. Quella che descrive i satelliti di Giove ”e’ forse la piu’ importante lettera della storia della scienza”, ha detto Fabrizio Fiore, direttore dell’Osservatorio di Roma dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Dopo aver puntato il cannocchiale al cielo, Galileo inizio’ a raccontare le sue scoperte attraverso le lettere, osservando che la superficie della Luna non era affatto perfetta ma ‘butterata’, che i pianeti orbitassero attorno al Sole e che Giove avesse delle lune. “Scoperte che cambiarono il mondo”, ha commentato Fiore. La lettera di Galileo al gesuita Cristoforo Clavio e’ una delle opere raccolte nella mostra “Oggi – ha spiegato Paola Mainetti, vice presidente della Fondazione Sorgente Group – presentiamo 2 delle 299 lettere che abbiamo restaurato e digitalizzato. Si tratta del Fondo Clavius, appartenente all’Archivio della Pontificia Universita’ Gregoriana, un vero e proprio cardine della cultura scientifica e che ora e’ anche disponibile liberamente online”.
