La rinite allergica è un disturbo di cui soffrono milioni di persone in tutto il mondo. Essa è caratterizzata dall’infiammazione delle mucose nasali, scatenata dall’esposizione ad una sostanza (allergene) a cui il sistema immunitario delle persone allergiche reagisce in modo improprio. Tra le cause di rinite allergiche troviamo il polline delle Graminacee, delle erbe infestanti (es.ambrosia), il pelo e le piume degli animali, gli acari della polvere o altri allergeni presenti, ad esempio, sul posto di lavoro.
SINTOMI: I sintomi più evidenti sono: la sensazione di naso ostruito, i gocciolamenti nasali, il prurito a livello di naso o palato, la starnuti ripetuti; cui si aggiunge, di frequente, l’irritazione oculare.
DIAGNOSI: Per diagnosticare la rinite allergica è necessaria una visita dall’allergologo che valuterà la storia dei sintomi, la familiarità con l’allergia (parenti allergici) o nella storia del paziente (allergia nel corso dell’infanzia), il contesto generale del paziente (condizioni abitative, lavorative e climatiche), oltre ai dettagli relativi al suo stile di vita, all’ambiente e all’attività che esercita (es. casa, luogo di lavoro, presenza di animali domestici, abitudini alimentari, occupazione e tempo libero). Oltre ad un esame generale (es. peso e pressione sanguigna), lo specialista esamina in dettaglio gli organi dove si manifestano i sintomi allergici (es.pelle, polmoni, naso, bronchi) per valutare i possibili test da intraprendere.
Il test cutaneo (prick test) consiste nel porre una goccia dell’allergene sospetto sull’avambraccio o sulla schiena del paziente, facendo una piccola puntura nella pelle in mezzo alla goccia per permettere all’allergene di penetrare nel derma e provocare la reazione allergica. Dopo 20 minuti si leggono i risultati. Si ha una reazione di ipersensibilizzazione quando la pelle si arrossa in modo simile ad una puntura di zanzara, compaiono edema, rigonfiamento e prurito. Si tratta di un test veloce, indolore e riproducibile nel tempo, ben tollerato anche dai piccoli, Se il pick test non può essere interpretato o si presenta negativo ma i sintomi persistono, lo specialista può richiedere un esame del sangue per identificare gli anticorpi lgE specifici che permetteranno di identificare l’allergene in questione.
CURA: Per curare la rinite allergica è necessario, in primis, ridurre il rischio di esposizione alla sostanza che provoca l’allergia, rimuovendola il più possibile dall’abitazione (nel caso di allergia agli acari) o evitando di stare all’aria aperta quando è maggiore la presenza di pollini nell’aria. Nelle forme lievi e intermittenti, il trattamento farmacologico consiste nell’impiego di antistaminici orali o per via nasale, associati eventualmente a decongestionanti presi per periodi limitati. Nelle forme frequenti o persistenti, il medico può prescrivere corticosteroidi per ridurre l’infiammazione. Una volta identificato l’allergene scatenante, può essere fatta l’immunoterapia specifica.
PREVENZIONE: Per prevenire la rinite allergica, a seconda dell’allergene responsabile, potete: evitare i tappeti, utilizzando legno duro o rivestimenti per pavimenti in vinile, lavare frequentemente cuscini, peluche, tendaggi e mobili imbottiti, pulendo le superfici con un panno umido. Se siete allergici al pelo degli animali domestici, evitate di tenerli soprattutto in camera da letto e lavateli almeno ogni 15 giorni, spazzolando regolarmente i cani fuori. Se la causa della rinite è il polline, controllate le previsioni del tempo per verificare la concentrazione del polline, utilizzate occhiali da sole per proteggere gli occhi, tenete porte e finestre chiuse a metà mattina e in prima serata, docciatevi, lavate i capelli e gli abiti dopo essere stati fuori ed evitate gli spazi verdi (es. parchi e campi).