Salute: in Italia 1,3 milioni di obesi gravi, pochi scelgono la chirurgia bariatrica

Sono 10 mila gli interventi ogni anno in Italia, ma se fossero triplicati si potrebbero risparmiare 2 miliardi di euro

OBESITA' NUOVA - CopiaUn girovita che non passa inosservato, ma soprattutto mette a rischio la salute e la qualità della vita. E’ la condizione che in Italia vivono 1,3 milioni di obesi gravi, con un indice di massa corporeo (Bmi) che supera 35. Adulti, giovani, maschi e femmine alle prese spesso da sempre con diete e sacrifici, mentre in pochi chiedono aiuto agli specialisti e scelgono la chirurgia bariatrica. “Solo lo 0,8% della popolazione che ne avrebbe bisogno accede a questa terapia. Sono 10 mila gli interventi ogni anno in Italia, ma se fossero triplicati si potrebbero risparmiare 2 miliardi di euro”, affermano gli esperti della Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche (Sicob). “Noi non facciamo chirurgia estetica, noi curiamo i pazienti”, precisa Nicola Di Lorenzo, presidente Sicob, sottolineando che “il 95% di chi fa una dieta torna al peso precedente. La mortalità in questo tipo di interventi – aggiunge l’esperto – è 20 volte più bassa rispetto a quella registrata nella chirurgia colon-rettale. Abbiamo il più grande registro del mondo con oltre 42 mila pazienti operati, e la mortalità è dello 0,17%. Sul territorio italiano ci sono 83 centri accreditati della Sicob e il 97% delle operazioni avviene in laparoscopia”. Oggi gli interventi più utilizzati in tutto il mondo sono: il bendaggio gastrico regolabile, il by-pass gastrico, la gastrectomia verticale e la diversione bilio-pancreatica. La Sicob ha promosso oggi a Roma alla Biblioteca del Senato il convegno ‘Obesità, una pandemia: l’innovazione della terapia chirurgica’. “La nostra proposta è di organizzare delle ‘Obesity Unit'”, suggerisce il numero uno della Sicob. “Degli 83 centri per l’obesità presenti in Italia, solo 46 eseguono più di 100 operazioni l’anno e la maggior parte sono localizzati al Nord, mentre ci sono più pazienti al Sud. Come Sicob riteniamo che nei prossimi tre anni il numero di interventi debba almeno triplicare e si creino strutture organizzate, le ‘Obesity Unit’ appunto”.