
L’Italia e’ l’ultimo Paese occidentale per attivita’ fisica giovanile e si fa poco per incoraggiarla. Questo determina un maggior rischio di sovrappeso e di sviluppo di malattie in eta’ adulta, per questo la prevenzione va iniziata prima possibile. E’ questo il messaggio lanciato dal convegno Siprec (Societa’ italiana per la prevenzione cardiovascolare) in corso a Napoli. “L’attivita’ minima che il bambino dovrebbe svolgere e’ di almeno un’ora al giorno ” spiega il professor Bruno Trimarco, presidente Siprec, evidenziando come occorra investire anche sull’educazione fisica praticata nelle scuole, che e’ in media di due ore a settimana portandola al livello altri paesi europei in cui viene praticata tutti i giorni. “E’ certo – aggiunge il professor Giorgio Galanti del direttivo Siprec- che determinate patologie siano legate alle abitudini che si acquisiscono in eta’ giovanile, per questo diventa impellente affrontare il problema e spingere istituzioni e famiglie a farsene carico. “Oggi si parla molto del giovane disoccupato – conclude – ma a questa criticita’ dobbiamo aggiungere una mancanza di controllo dal punto di vista delle iniziative preventive: non a caso l’Italia e’ uno tra gli ultimi Paesi in Europa per investimento sulla prevenzione”.