Il peso dei geni aumenta per chi raggiunge i 95 anni

Per divenire centenari sono determinanti i propri geni, ovvero, una volta superata la soglia dei 90 anni diventa importante avere i geni giusti per svettare verso i 95-105 anni. Invece il traguardo dei 90 anni dipende maggiormente da fattori esterni come gli stili di vita del singolo e l’ambiente in cui vive. Lo rivela uno studio condotto su coppie di fratelli e sorelle da esperti della Boston University pubblicato sul Journal of Gerontology: Biological Sciences, e basato sull’analisi dei dati di sopravvivenza dei familiari di 1500 individui scelti tra i partecipanti al piu’ vasto studio al mondo oggi in corso sui centenari, il ‘New England Centenarian Study’. E’ emerso che il ruolo dei geni nella longevita’ aumenta al crescere dell’eta’ che si raggiunge: in altri termini se raggiungere i 90 anni e’ fondamentalmente un traguardo legato a fattori esterni o ambientali (dieta, stili e condizioni di vita del soggetto) su cui si puo’ ampiamente intervenire (con prevenzione e attenzione ai comportamenti), la possibilita’ di raggiungere il traguardo dei 95-105 anni affonda le sue radici fondamentalmente nel Dna dell’individuo stesso, cioe’ e’ un vantaggio di tipo ereditario. “Questo studio – commenta Giuseppe Paolisso della Societa’ Italiana di Gerontologia e Geriatria – offre una solida conferma del ruolo che puo’ giocare la genetica nei centenari: oltre i 90 anni i geni diventano fondamentali per la longevita’, quindi se normalmente fino ai 90 anni ho un rapporto dei ruoli giocati da ambiente e genetica a tutto vantaggio dei fattori ambientali (che contano per il 75% contro il 25% dei geni), l’impatto della genetica diviene preponderante per chi e’ gia’ arrivato a 100 anni”. Infatti dallo studio e’ emerso che se un individuo raggiunge i 90 anni, la probabilita’ di un suo fratello/sorella di arrivare a sua volta ai 90 non era poi cosi’ elevata, solo 1,7 volte maggiore rispetto a quella di una persona qualunque. Il peso dei geni aumenta per chi raggiunge i 95 anni: in questo caso le chance di un suo fratello/sorella di raggiungere lo stesso scoglio di eta’ sono quasi quadruple (3,5 volte maggiori) rispetto a quelle di individui non imparentati. Se un individuo arriva a spegnere 100 candeline, le chance di un fratello di raggiungere la stessa eta’ sono ben 9 volte maggiori rispetto a quelle di un individuo senza rapporti di parentela. Infine se l’eta’ raggiunta da un individuo e’ 105 anni, la probabilita’ che un fratello di questi raggiunga la stessa eta’ e’ ben 35 volte maggiore, segno che per i centenari contano principalmente i geni. E’ normale, conclude Paolisso, quella dei centenari e’ una popolazione di per se’ gia’ molto selezionata e quindi e’ chiaro che l’intervento dei geni e’ determinante per loro.