Secondo alcune teorie la malattia è causata dal sistema immunitario che non torna alla normalità dopo aver prodotto una grande quantità di citochine

La cosiddetta ‘Sindrome da fatica cronica’, una malattia che secondo alcune stime colpisce fino all’1% della popolazione ma che spesso viene scambiata per semplice stress o ipocondria potrebbe lasciare una ‘firma’ nel sangue, che la renderebbe visibile con un semplice esame. Lo afferma uno studio dei ricercatori delle universita’ di Columbia, Stanford e Harvard, pubblicato dalla rivista Science Advances. Secondo alcune teorie la malattia e’ causata dal sistema immunitario che non torna alla normalita’ dopo aver prodotto una grande quantita’ di citochine, sostanze legate all’infiammazione, in risposta a un’infezione acuta o a un altro tipo di trauma. Nello studio sono stati confrontati i livelli di 51 citochine in 298 pazienti con la sindrome, alcuni appena diagnosticata e altri da piu’ di tre anni, e 348 persone sane. La ricerca ha trovato differenze significative nei livelli, che sono risultati piu’ alti nel gruppo dei malati con picchi raggiunti nei soggetti che avevano ricevuto una diagnosi da meno di tre anni. ”Ci sono dei marker biologici che possono essere trovati nel sangue immediatamente dopo l’inizio della malattia – scrivono gli autori – e questo ha delle grandi implicazioni dal punto di vista diagnostico”.