Scienza: dalla ricerca una task-force per i beni culturali

Il restauro e la conservazione delle opere d’arte in Italia si fanno sempre piu’ scientifici. Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologiadei Materiali (Instm) e l’Opificio delle Pietre Dure (Opd) si sono uniti per creare una rete mobile e integrata di esperti, Iperion_Ch.it, in grado di fare le diagnosi piu’ sofisticate possibili sull’opera d’arte per organizzarne il restauro e la conservazione. Il progetto e’ il nodo italiano di una rete europea per i beni culturali nell’ambito di Horizon 2020. ”A Iperion partecipano – spiega Francesco Taccetti, coordinatore della rete beni culturali dell’Infn – 25 soggetti da diversi Paesi. In Italia abbiamo voluto costituire un ‘blocco’ italiano che si allarghera’ a varie universita”’, finanziato dal Ministero dell’Istruzione. ”Usiamo tecniche sofisticate sviluppate in laboratorio – continua Taccetti – e gli strumenti degli enti di ricerca. Finora queste tecniche non sono mai state usate in modo cosi’ massiccio da enti di ricerca tutti insieme”. Per fare le loro diagnosi, i ricercatori si servono di tecniche come la Fluorescenza X, che permette di vedere quali elementi sono presenti nel materiale, l’analisi Raman, con cui si vedono le molecole, e la Spettroscopia di assorbimento infrarosso, che analizza gli strati molecolari. Attualmente sono impegnati a valutare lo stato di conservazione del Mosaico di Alessandro della casa del fauno di Pompei presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Gli altri interventi per il 2014-2015 riguardano alcuni dipinti di Pollock del Museo Guggenheim di Venezia, la pala di San Bernardino di Piero della Francesca della Pinacoteca di Brera a Milano, il Trittico del Maestro dei Fogliami Ricamati nella chiesa di Polizzi Generosa, opere del Divisionismo italiano alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, l’Incontro dei pellegrini con Papa Ciriaco di Vittore Carpaccio nella Galleria dell’Accademia di Venezia, le pitture murali della chiesa rupestre di Sant’Angelo di Casalrotto.