Per anni i ricercatori hanno cercato di spiegare la grande quantità di polvere osservata nelle galassie molto lontane

A rendere ‘polveroso’ l’Universo possono essere state le supernovae, ovvero gigantesche esplosioni di stelle, vere e proprie ‘fabbriche di polvere’. La scoperta, che si deve ai ricercatori guidati da Ryan Lau della Cornell University di Ithaca (USA), spiega quindi il ruolo decisivo delle supernoave nell’arricchire di materia le prime galassie e risolve il mistero della grande quantita’ di polveri che popolavano l’Universo giovanissimo. Come spiega lo studio pubblicato sulla rivista Science, per anni i ricercatori hanno cercato di spiegare la grande quantita’ di polvere, osservata nelle galassie molto lontane, quando si trovavano agli albori dell’Universo. Ma finora non era stato possibile capire se la polvere creata dalla supernova potesse sopravvivere allo shock inverso, il fenomeno cioe’ causato dalla differenza di pressione termica tra i materiali caldi emessi dalla supernova e il denso ambiente circostante. Grazie a delle osservazioni in infrarossi fatte a bordo del Boeing 747SP, noto come ‘SOFIA’, i ricercatori hanno potuto analizzare la polvere che si trova nel mezzo di cio’ che rimane di una supernova che si trova vicino il centro della Via Lattea. Questa supernova residua, Sgr A East, ha circa 10mila anni e, secondo i ricercatori, circa il 7-20% della sua massa polverosa iniziale e’ riuscito a sopravvivere allo shock. Il che implica, conclude lo studio, che piu’ polvere del previsto puo’ essere sopravvissuta alle condizioni dell’Universo iniziale, e che proprio la polvere osservata nelle galassie piu’ vecchie possa essere stata prodotta dalle supernovae.