Dopo le scosse i moduli realizzati sono stati 757, distribuiti in 7 comuni
Ad oggi nei Comuni dell’Emilia colpiti dal sisma del 2012 sono ancora 453 i Moduli abitativi provvisori (Map) occupati e vi abitano circa 1.400 persone. Dopo le scosse i moduli realizzati sono stati 757, distribuiti in 7 comuni (Cavezzo, Concordia, Mirandola, Novi, San Possidonio, San Felice nel modenese e Cento nel ferrarese) dove il sisma ha provocato i danni maggiori e la disponibilità di case era insufficiente a fronteggiare l’emergenza. Nei Comuni modenesi del cratere, da Mirandola a Novi di Modena, si è tenuta oggi la visita della vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini e dell’assessore alla Ricostruzione post-sisma Palma Costi. Tema prioritario dell’incontro in Comune a Mirandola, il welfare: il sindaco Maino Benatti, Luca Prandini (primo cittadino di Concordia) e Alberto Silvestri (sindaco di San Felice e presidente dell’Unione Area Nord) hanno illustrato la situazione socio-assistenziale e i progetti in corso, con particolare attenzione al welfare di comunità e ad esperienze di welfare aziendale. “Occorre potenziare gli interventi su infanzia e adolescenza” ha sottolineato Gualmini, ricordando che per sostenere quest’impostazione, la Regione ha “aumentato le risorse in bilancio per quest’anno”. Intanto, a Mirandola sta proseguendo lo smontaggio di una settantina di moduli abitativi provvisori, distribuiti tra il quartiere 29 Maggio e il quartiere Mazzone-Giolitti. Per le famiglie ancora ospitate in queste aree si stanno individuando diverse soluzioni: dall’assegnazione di un alloggio pubblico una volta conclusi i lavori di ripristino dell’agibilità degli stabili, gravemente compromessi con il sisma, all’individuazione di un alloggio di proprietà privata disponibile per l’affitto, per il periodo necessario al rientro nell’abitazione abitata al momento del sisma e danneggiata. “Al momento è stato svuotato il 40% dei Map – ha sottolineato l’assessore Costi – stiamo rispettando in pieno la tabella di marcia, in pieno accordo e collaborazione con i Comuni, che prevede il totale smantellamento dei moduli entro il 2015”. In proposito, Gualmini ha ricordato l’impegno, attraverso mezzo milione di euro del Fondo sociale regionale, a realizzare misure di contrasto della povertà e di sostegno al reddito, fra cui il prestito d’onore, in modo da consentire ai nuclei familiari terremotati “di riacquistare una progressiva autonomia e il ritorno alle normali condizioni di vita”. “Proprio grazie a queste risorse – ha rimarcato la vicepresidente della Regione – un nucleo familiare di Mirandola è già uscito dai Map”.
