Dopo i numerosi disagi, i danni, davvero ingenti in Toscana, la buona notizia è che il grosso del vento è già passato, con le ultime burrasche da NE e N-NE verso il basso Tirreno, la Sicilia, il Canale di Sicilia e a breve pure lo Ionio. Nelle prossime 12 ore resisterà ancora una ventilazione da N-NE e NE piuttosto impetuosa solo fra il medio-basso Adriatico, le coste del basso Lazio, la Campania, il basso Tirreno e la Sicilia, dove si registreranno raffiche anche di forte intensità, capaci di toccare i 60-70 km/h, specie a ridosso delle coste del napoletano e del salernitano. Ma la tendenza è verso una decisa attenuazione dei forti venti di grecale e tramontana che per oltre 48 ore hanno imperversato su gran parte delle nostre regioni, con raffiche che localmente, grazie al contributo dell’amplificazione orografica locale, hanno raggiunto l’intensità di tempesta, superando la soglia dei 100-120 km/h all’imbocco delle principali vallate appenniniche.
Ora, con il graduale allentamento dell’intenso “gradiente barico orizzontale” fra la ciclogenesi sul medio-basso Tirreno e il robusto promontorio anticiclonico disteso verso il Regno Unito e la Francia il poderoso flusso freddo dal quadrante nord-orientale, in sfondamento dai “valichi” delle Alpi Dinariche, comincia pian piano ad attenuarsi, spirando poco sopra la soglia d’attenzione solo sulle regioni del centro-sud, ancora sotto l’angolo sinistro della depressione, in fase di allontanamento sullo Ionio. Entro stanotte le ultime burrasche da NE e N-NE si attarderanno fra il medio-basso Tirreno e la Sicilia, con venti forti e rafficosi fra N-NE e Nord, che toccheranno i 60-70 km/h nelle raffiche. Ma a partire dalla mattinata di domani i forti venti di grecale e tramontana cominceranno ad attenuarsi, portandosi a ridosso della soglia d’attenzione, con raffiche ancora intense solo lungo le coste del Molise, Puglia, Campania, Calabria e sulla Sicilia tirrenica, in decisa attenuazione dal pomeriggio.
Una ventilazione piuttosto intensa continuerà a spirare fra basso Adriatico, Canale d’Otranto e mar Ionio, dove il vento potrà toccare picchi di oltre 60 km/h, specie in prossimità del Salento e lungo le coste della Calabria ionica, dal cosentino al catanzarese. Con l’attenuazione della ventilazione settentrionale anche i mari andranno a scadere, con un moto ondoso ancora piuttosto imponente sul medio-basso Tirreno, medio-basso Adriatico e sullo Ionio, i quali risulteranno agitati a largo, con onde alte fino a 3.0-4.0 metri, in lenta diminuzione a partire dal pomeriggio successivo.