“Dare l’allerta meteo non spetta agli assessori”, queste le prime parole di Raffaella Paita dopo l’avviso di indagini
La renziana Raffaella Paita, candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Liguria, è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Genova nell’ambito dell’inchiesta sulla devastante alluvione del 9 ottobre in cui perse la vita una persona a seguito dell’esondazione del torrente Bisagno. All’attuale assessore alla Protezione Civile della Regione Liguria viene contestata la mancata allerta, anche se le previsionimeteo avevano indicato la possibilità di forti temporali nella zona di Genova.

“Sono davvero sorpresa del merito delle contestazioni che mi vengono rivolte, considerando che ho gia’ avuto modo di chiarire, nel novembre scorso, la meticolosita’ della mia condotta nel corso di quella giornata, durante la quale ho tenuto costanti contatti con la Protezione Civile, sollecitando la parte tecnica ad operare con il massimo dell’attenzione e della prudenza”. Cosi’ Raffaella Paita, candidata presidente della Regione Liguria per il Pd e il centro sinistra, circa l’indagine a suo carico. Paita, attuale assessore regionale alla Protezione Civile e all’Ambiente, risulta indagata per la mancata allerta non diramata dalla Protezione Civile durante l’alluvione che colpi’ Genova nell’autunno scorso, provocando una vittima travolta dall’esondazione del torrente Bisagno. “La contestazione che mi viene rivolta – aggiunge Paita – e’ la mancata allerta e i provvedimenti conseguenti. L’allerta meteo e i provvedimenti conseguenti sono normativamente di competenza della struttura tecnica e – sottolinea – non competono in alcun modo agli assessori. Non mi sono mai sottratta alle mie responsabilita’. Chiedo alla magistratura – prosegue – di andare avanti senza indugio e ribadisco di essere a totale disposizione per tutti gli ulteriori chiarimenti. Esattamente per la chiarezza che e’ dovuta per una vicenda cosi’ dolorosa per la nostra terra. Sono certa – conclude Paita – di aver agito nella massima correttezza e rimango a disposizione del mio Partito”.