Ambiente: in Italia il passero è sempre più “solitario”, ed è allarme estinzione

E’ stato stimato dagli esperti che in Italia negli ultimi anni la specie si è dimezzata. Fra i fattori che causano la diminuzione degli esemplari di passero vi è la carenza di cibo ed anche l’utilizzo di pesticidi e sostanze chimiche nell’agricoltura

In Italia c’è un nuovo allarme ambientale, quello dell’estinzione dei passeri nella maggior parte di città italiane. Michele Zanetti, naturalista e divulgatore, ha ammesso che l’emergenza non è da sottovalutare e che il problema esiste già da ben tre anni, come ha affermato sul quotidiano La Repubblica. «Avevamo sotto osservazione una casa colonica dove ogni anno nidificavano 20 coppie di passeri. Dal 2012 c’è stato un forte calo, l’anno scorso non c’era nessun nido. Quest’anno c’è stata una ripresa, con una sola coppia. Il motivo della scomparsa? Abbiamo pensato a batteri diffusi dalle tortore, ma non abbiamo nessuna certezza. I passeri sono letteralmente scomparsi dai paesaggi urbani del Veneto Ovest, mentre ad esempio resistono a Venezia, forse perché è isolata, forse perché lì le tortore sono ancora poche» ha dichiarato l’esperto.

121933Quali sono i fattori che hanno portato gli esperti a constatare questi numeri così drammatici? In primis, il fattore cibo. Soprattutto nel periodo di riproduzione infatti (tre o quattro covate all’anno, con tre-sette piccoli ognuna) il passero mangia insetti più abbondantemente del resto dell’anno. Ma il problema è che proprio questi ultimi sono diminuiti drasticamente negli ultimi anni in Italia. La rivista Science nel 2014 ha pubblicato una ricerca secondo la quale gli insetti sono diminuiti dal 45 per cento in soli 35 anni. «Il passero — spiega Lorenzo Serra, primo ricercatore area avifauna dell’Ispra di Ozzano  — ha bisogno di trovare insetti a meno di un chilometro dal nido. Altrimenti non riesce a nutrire i piccoli e si estingue. Il crollo degli insetti è evidente. Per il mio lavoro viaggio spesso di notte anche in aree protette. Fino a pochi anni fa il parabrezza dell’auto veniva coperto da insetti. Ora è pulito», come ha affermato a La Repubblica. Secondo fattore che ha incrementato l’allarme estinzione dei passeri è l’attacco dei rapaci.

I corvidi ed i falchi infatti devastano i nidi ed uccidono i passeri, come la catena alimentare da sempre insegna. Ma purtroppo oggi il fatto che queste specie di predatori continuano ad attaccarli non è positivo poichè depauperano ancor di più i numeri già provati e scarni della popolazione volatile italiana.

«Come Ispra, assieme alla Lipu — racconta Lorenzo Serra a La Repubblica — abbiamo preparato per il ministero dell’Ambiente il Rapporto sullo stato di conservazione degli uccelli italiani, dal 2000 al 2012, che andrà in stampa nei prossimi giorni. Si calcola che oggi siano presenti tra i due e i tre milioni di coppie di Passer italiae, il più diffuso, e da 400.000 a 800.000 coppie di Passer hispaniolensis. Di Passer domesticus restano invece fra le 10.000 e le 30.000 coppie. L’italiae e l’hispaniolensis vengono definite “categorie vulnerabili” ». Secondo quanto stimato dal Progetto Mito (Monitoraggio italiano ornitologico), finanziato dal ministero del’Agricoltura è emerso che fra il 2000 ed il 2013 la Passera d’Italia è diminuita del 48,99 per cento, quella Montana del 48,39, la Sarda o hispaniolensis del 23,36. Anche tanti altri uccelli sono in pericolo. L’allodola è quotata a meno 46,98, il verdone e meno 47,55, la rondine a meno 26,29, il torcicollo a meno 64,06, il rigogolo addirittura a meno 143,14, come si può leggere dal report pubblicato su La Repubblica.

Ma l’attacco dei rapaci e la carenza di cibo non sono gli unici fattori che minacciano la specie, un altro è sicuramente quello dell’ eccesso di l’utilizzo di pesticidi e sostanze chimiche in agricoltura, che si presume abbiano effetti devastanti anche sugli uccelli di campagna. Ma questo dato ancora non è certo, occorreranno infatti ulteriori studi ed analisi esaminando per esempio le uova e gli uccelli morti per capire se vi è una qualche correlazione fra le sostanze chimiche utilizzate nei campi e i continui e frequenti decessi dei passeri. Purtroppo, il limite di cui le associazioni ambientaliste ed i ricercatori si lamentano è che in Italia scarseggiano le risorse di finanziamento per cui, spesso, gli studi e le analisi non possono essere così approfondite come invece dovrebbero essere. Un’importante iniziativa per la salvaguardia degli uccelli in Italia è quella dell’Atlante italiano degli uccelli, in cui Ogni cittadino può fare segnalazioni sul sito www.ornitho. it.