Analisi meteo: il freddo dal Baltico che non ti aspetti, una Pasquetta con rovesci e nevicate sui rilievi delle adriatiche e sud

martedìIn pieno inverno probabilmente avrebbe portato la neve su buona parte delle pianure del nord e del centro, imbiancando diversi capoluoghi, fra la Romagna, la Toscana e persino il Lazio. Ma essendo già in Aprile, con il sole sempre più alto sulla linea dell’orizzonte e la crescente insolazione diurna che scalda maggiormente i terreni (specialmente nei climi sub-continentali), la neve tornerà a fare la sua comparsa sui rilievi dell’Appennino fino a quote di alta collina sulle aree sopravvento del versante adriatico, ben esposte ai sostenuti venti di bora e tramontana che si prepareranno a traboccare dagli “intagli” naturali delle Alpi Dinariche. Difatti il blocco di aria molto fredda, d’estrazione polare marittima “continentalizzata”, che si appresta ad invadere il nostro paese ad inizio settimana si sta ridossando ai Carpazi e alla pianura Ungherese, cominciando a muoversi in moto “retrogrado” in direzione del bacino centrale del Mediterraneo.

Nel corso della giornata di domani il robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, posizionato con massimi di oltre 1032 hpa sopra il Regno Unito, comincerà a subire un “titlting” verso levante. Ciò consentirà all’ex depressione tirrenica, in allontanamento verso l’Albania, il nord della Grecia e la Macedonia, di entrare in fase con il promontorio anticiclonico delle Azzorre. Questa particolare manovra barica permetterà di richiamare verso le Alpi Dinariche e l’Adriatico una parte di quel flusso freddo di aria polare marittima che dal mar Baltico si estende alla Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria, con venti al suolo da N-NO e Nord. Parte di questo flusso freddo giunto sulla pianura Ungherese verrà a sua volta risucchiato dalla depressione ex tirrenica in azione sulla Macedonia, muovendosi così in moto “retrogrado” verso la Slovenia, la Croazia e le Alpi Dinariche, dove l’aria fredda troverà il suo punto di “sfogo” sull’Adriatico settentrionale attraverso gli impetuosi deflussi che attivano i venti “catabatici” di bora fra il Golfo di Trieste e la costa della Dalmazia.

Si verrà così a costruire un “canale di aria piuttosto fredda” dentro il quale scorreranno masse d’aria piuttosto fredde, soprattutto nella media troposfera, che dal sud della Polonia, dalla Slovacchia e dall’Ungheria si spingeranno verso la Slovenia, la Serbia e la Croazia per poi traboccare sull’Adriatico attraverso i “valichi” delle Alpi Dinariche, sotto forma di intensi e freddi venti di bora sulle coste dalmate e di tramontana su quelle di Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Il costante afflusso di queste masse d’aria più fredde, di tipo polare marittima “continentalizzata”, causerà una progressiva instabilizzazione della colonna d’aria, specie sulle regioni adriatiche e quelle meridionali, dove l’inasprimento del “gradiente termico verticale” (forti differenze di temperature in seno alla colonna d’aria) favorirà un consistente rinforzo del “forcing” convettivo fra il medio-basso Adriatico e il basso Tirreno.

L’afflusso di aria sempre più fredda in quota, soprattutto nella media troposfera, dove arriveranno isoterme di -32°C -34°C attorno i 5100 metri (aria piuttosto fredda per la stagione), accenderà una spiccata instabilità, agevolando lo sviluppo di intense correnti ascensionali (aria che dal basso si muove velocemente verso l’alto) che genereranno imponenti annuvolamenti cumuliformi (cumuli, congesti e cumulonembi) in aria fredda capaci di dare origine a piogge, frequenti rovesci, occasionali grandinate di piccola taglia e persino nevicate, fin dai 700-800 metri fra Marche e Abruzzo, e gragnolate sui rilievi. Nella giornata di domani, con l’irrompere dell’aria fredda dalla regione carpatico-danubiana, il tempo peggiorerà sensibilmente sulle regioni del medio-basso Adriatico e su quelle meridionali, dove l’afflusso dell’aria sempre più fredda in quota intensificherà il “gradiente termico verticale”, innescando una vivace attività convettiva, con la formazione di cumulonembi e “Celle temporalesche” che arrecheranno piogge, rovesci e brevi temporali fra le Marche meridionali, l’Abruzzo, il Molise e la Puglia settentrionale.

Mentre sulle coste pioverà sui rilievi dell’Appennino centrale, fra Marche, Umbria orientale ed entroterra abruzzese, si potranno verificare rovesci di neve fin dai 900-800 metri, con quota neve in ulteriore abbassamento dalla sera. Sempre nel corso della mattinata di domani, l’arrivo dei primi refoli di aria fredda polare marittima in quota sopra il settore orientale del basso Tirreno favoriranno lo sviluppo di un significativo “forcing” convettivo responsabile dei rovesci e dei temporali che colpiranno la Calabria tirrenica e la Sicilia settentrionale, con colpi di vento ed episodiche grandinate all’interno dei rovesci più intensi. Nel corso della giornata brevi rovesci non mancheranno di bagnare il basso Lazio, l’Umbria, le aree più interne della Campania, la Basilicata e la Puglia centro-meridionale. L’aria fredda sarà accompagnata da una intensa ventilazione settentrionale che favorirà l’afflusso diretto verso l’Italia del nucleo di aria fredda polare marittima “continentalizzata” giunto il giorno precedente sui Balcani. Il significativo “gradiente barico orizzontale” presente sul bordo occidentale della circolazione depressionaria in allontanamento verso la Macedonia convoglierà verso le nostre regioni una sostenuta ventilazione, da N-NE e Nord sull’Adriatico, da Nord sul Tirreno e da N-NO fra Sicilia, Salento e Ionio, con temporanei rinforzi fino a burrasca, specie sul medio-basso Adriatico, fra le coste di Abruzzo, Molise e Puglia, dove si potranno registrare raffiche di oltre 60 Km/h, localmente anche 70 km/h fra il litorale molisano e il Gargano. Deboli mareggiate per onde alte fino a 2.5-3.0 metri da NE sono attese su quasi tutti i litorali adriatici, dalle Marche alla Puglia.

Sostenuti venti da N-NO NO soffieranno anche su tutto il medio-basso Tirreno, con raffiche fino a 50 km/h. Questa fase d’instabilità si protrarrà anche per gran parte della giornata di martedì 7 Aprile, con piogge e rovesci maggiormente diffusi sulle regioni adriatiche, fra Marche meridionali, Abruzzo, Molise e Puglia, mentre fenomeni più sporadici potranno bagnare in giornata le aree più interne di Toscana, Umbria, Lazio, Campania, le coste orientali della Sardegna e la Sicilia nord-orientale. Proprio nel corso di martedì 7 Aprile, con il passaggio in quota del nucleo di aria molto fredda che si sposterà verso i Balcani, il temporaneo abbassamento della quota dello “zero termico”, fin sotto i 500 metri, potrebbe portare la quota neve fin dai 200-300 metri, con nevicate anche intense fra i monti della Laga, la Majella e il versante orientale del Gran Sasso, dove si potrebbero registrare accumuli “nivometrici” significativi, seppure sopra solo sopra i 500-600 metri dato che parte della neve caduta a quote più basse sarà destinata a fondersi rapidamente. Ma la neve fresca, entro martedì, imbiancherà anche i monti del Molise, del Matese, i rilievi lucani, il Pollino, la Sila, l’Aspromonte, Madonie e Nebrodi anche qui fino a bassa quota.