Se le fratture dovessero ampliarsi potrebbero coinvolgere altre abitazioni

I tecnici del Cnr hanno installato ad Oriolo i sensori che serviranno a monitorare le frana. Si tratta di apparecchiature che consentono di registrare ogni movimento del terreno inviando in tempo reale un sms alla centrale del Cnr, che a sua volta allerta la Protezione civile regionale e i Vigili del Fuoco. “La frana – ha detto il geologo del Cnr Carlo Tansi – ha creato fratture al suolo alte anche 3 metri. Se queste fratture dovessero ampliarsi potrebbero coinvolgere altre abitazioni. L’area coinvolta dal movimento franoso era gia’ stata interessata da un fenomeno simile negli anni Cinquanta, ma se si fosse conservata memoria di quei fatti non si sarebbe costruito qui. In questo momento l’unica cosa che possiamo fare e’ asciugare la frana facendo fuoriuscire l’acqua, ma lavorare con mezzi meccanici non e’ possibile, perche’ e’ pericoloso considerato che il terreno e’ argilloso e zuppo d’acqua”. “Questi – ha concluso Tansi – sono interventi che andrebbero fatti d’estate, quando il clima consente la programmazione e la messa in opera dei lavori”.