Realizzato un protocollo internazionale con le linee guida per il trattamento della patologia: tutte le novità sugli interventi chirurgici
I massimi esperti del settore hanno stilato una sorta di “guida all’intervento di ernia inguinale”, dai casi meno complicati a quelli più complessi: il documento è stato messo a punto durante la prima Conferenza mondiale sulla Chirurgia dell’ernia addominale che si conclude domani a Milano, come riportato su La Repubblica di stamani. I rischi di complicanze ormai sfiorano meno dell’1% e dal congresso sono state presentate allettante prospettive per il futuro: grazie al progresso nel campo della robotica a supporto della medicina e della chirurgia, ed anche la chirurgia social, ovvero la possibilità per i medici ed esperti specializzati di condividere i referti, le diagnosi e le prognosi dei pazienti al fine di scambiare consigli sulle migliori tecniche da applicare per ogni caso specifico, una sorta di data base degli interventi. L’ernia è una di quelle patologie che nella stra grande maggioranza dei casi si interviene solo chirurgicamente: ogni anno sono circa 7 milioni i pazienti che si sottopongono ad un intervento.

Questi tessuti, chiamati mesh, sono ancora prodotti in materiali sintetici, non assorbibili del tutto dall’organismo, e che rimango estranee allo stesso. Seppur garantiscono ottimi risultati, le protesi dinamiche sono migliori poichè tendono ed assecondano la muscolatura conformandosi ad essa ottenendo un risultato naturale. Le reti a disposizione sono di diversa natura, sta al medico decidere quale faccia al caso del paziente a seconda dell’età, della corporatura e di alcuni fattori relativi al suo stile di vita ha specificato il Professore Campanelli. C’è ad esempio la selfgripping (acido polilattico) che aderisce autonomamente o quella che si autoincolla grazie alla sua superficie composta di una sostanza derivata dallo zucchero. La novità non sta soltanto nei materiali delle protesi ma anche sul collante utilizzato: le colle biologiche ben si prestano infatti a sostituire il vecchio filo di sutura, in questo modo i pazienti potranno tornare a svolgere tutte le attività quotidiane in tempi molto più brevi e potrebbero tornare all’attività sportiva anche solo dopo 15 giorni dall’intervento.