Europa e l’Italia fanno fede agli impegni presi, ma gli altri paesi ancora temporeggiano
Mentre l’Europa e l’Italia ‘hanno fatto i compiti a casa’ per quel che riguarda le strategie da mettere in campo per lottare contro i mutamenti climatici, strategie da presentare alla Cop 21 di Parigi a dicembre, “molti Paesi non hanno ancora fornito il proprio contributo”. Lo dice Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, a margine del convegno ‘Parigi Clima 2015: tre proposte innovative dall’Italia’, oggi alla Camera, avvertendo che “con pochi contributi nazionali il rischio di fallimento a Parigi e’ elevato”. La Cop 21 di Parigi e’ “l’ultima chiamata. È indispensabile trovare un accordo globale tra tutti i Paesi per la riduzione della CO2 e per la lotta al riscaldamento del Pianeta- avverte Galletti- non abbiamo piu’ tempo davanti, l’Europa e l’Italia si sono preparate fortemente in tutti questi mesi per questo obiettivo”.

Pero’ “il sistema che avremo a Parigi funziona se ogni Paese mette sul campo la propria strategia per mantenere il livello del surruscaldamento del Pianeta entro i 2 gradi- aggiunge il ministro- bisogna farlo prima di Parigi. Il termine era il 30 marzo del 2015, molti Paesi non hanno ancora fornito il proprio contributo. L’Europa l’ha gia’ fatto”. Non c’e’ da temere per i riflessi sui settori industriali perche’ “oggi le produzioni possono essere fatte salvaguardando l’ambiente e producendo meno emissioni”, dice Galletti, ma “i Paesi e i governi pero’ devono fare la loro parte, devono dire gia’ da adesso quali sono le strategie che vogliono adottare”. Nel suo intervento il ministro ha invece segnalato che “con pochi contributi nazionali il rischio di fallimento a Parigi e’ elevato. Non dobbiamo dare per scontato il successo a Parigi. Un naufragio farebbe venir meno la tensione positiva che c’e’ oggi e anche il valore delle intese internazionali, facendoci perdere un prezioso strumento di negoziazione”.