Se il virus Ebola è in cima ai pensieri di chi sta per prendere l’aereo con destinazione l’Africa, è anche vero che ci sono altre malattie endemiche in molte zone turistiche che possono rivelarsi pericolose

Il fantasma del virus Ebola mette ancora paura a chi ha la passione per i viaggi e il sogno dell’Africa. “Pur se ormai i focolai si stanno riducendo e i casi in Africa Occidentale calano, c’è in chi sta per partire o sta programmando un viaggio la paura del contagio. Un fantasma che ha cambiato la percezione dell’opinione pubblica: si arriva davanti all’infettivologo preoccupati e con molti dubbi, si vuol sapere se c’è un vaccino o si può mettere in valigia un farmaco miracoloso. Domande a cui chiaramente rispondiamo spiegando che non c’è ancora nulla di tutto questo”, riferisce all’Adnkronos Salute Luigi Toma, infettivologo ed esperto di malattie tropicali dell’Ire-S.Gallicano di Roma, che fa il punto in vista delle partenze per la Pasqua. Se il virus Ebola è in cima ai pensieri di chi sta per prendere l’aereo con destinazione l’Africa, ci sono altre malattie endemiche in molte zone turistiche che possono rivelarsi pericolose: la dengue, la malaria, la diarrea del viaggiatore, la Chikungunya e la febbre gialla. “Se ci si reca in zone a rischio segnalate dall’Oms e dal ministero della Salute è obbligatorio sottoporsi alla profilassi – ricorda Toma – ma non una settimana prima come spesso fanno alcune incaute persone, è meglio venire nei centri specializzati anche 1-2 mesi prima così da stabilire il da farsi. Nel nostro centro ogni anno aiutiamo 400-500 persone a viaggiare in sicurezza, con una profilassi corretta che evita i rischi di contagio una volta sul posto”. Ma quali sono i farmaci che non devono mancare nella valigia del viaggiatore? “Sicuramente il cortisone – risponde l’infettivologo – perché è d’aiuto in caso di punture di insetti pericolosi ed interviene se fatto intramuscolo quando esplode lo ‘shock’ anafilattico. Poi una pasticca di cloro per sterilizzare l’acqua se si viaggia in zone dove è difficile avere bottigliette sigillate, e i medicinali gastrointestinali in caso di dissenteria. Infine – conclude – non vanno dimenticati quelli che già si stanno prendendo a casa: anche in vacanza le terapie non vanno interrotte”.