“E’ un problema serissimo. Siamo tornati agli anni Cinquanta, senza autostrada”
“E’ una tragedia, spero che qualcuno se ne renda conto. Ieri sera sono partita da Palermo poco dopo le 23 e sono arrivata a Caltanissetta intorno alle 2.15, più di tre ore di viaggio per poco più di cento chilometri. Per non parlare della sicurezza per chi è su un’auto blindata”. E’ lo sfogo di Lia Sava, Procuratore aggiunto di Caltanissetta, tra le ‘vittime’ della chiusura dell’autostrada Palermo-Catania, che di fatto ha diviso in due la Sicilia. Il magistrato, che è sotto scorta da anni e che è costretta a viaggiare sull’auto blindata, pone anche un problema di sicurezza personale: “La strada che siamo costretti a percorrere dopo l’uscita di Scillato non è illuminata, è franata, non esistono i guardrail e farla con la blindata è pericolosissima”, dice all’Adnkronos. “E il Procuratore capo Sergio Lari, anche lui pendolare tra Palermo e Caltanissetta, si trova nella stessa situazione – dice ancora Lia Sava – E’ un problema serissimo. Probabilmente in futuro farò la Palermo-Agrigento e poi, ma si allunga ancora di più. Spero che si faccia subito qualcosa”.

