A pochi giorni dal quinto anniversario di quella tragedia, i cui danni sono ancora oggi incalcolabili, la storia sembra averci insegnato ben poco
Cinque anni fa – il 20 aprile 2010 – la marea nera della Deep Water Horizon invadeva il Golfo del Messico e colpiva gran parte delle coste della Florida. Lo sversamento fu interrotto solo dopo 106 giorni; morirono 11 persone e furono sversate in acqua oltre 500 mila tonnellate di petrolio. Gran parte di queste si depositarono sui fondali, da dove hanno continuato negli anni ad avvelenare l’intero ecosistema marino.

A pochi giorni dal quinto anniversario di quella tragedia, i cui danni sono ancora oggi incalcolabili, la storia sembra averci insegnato ben poco. Due settimane fa un vasto incendio è scoppiato su una piattaforma petrolifera permanente della compagnia messicana Pemex, sempre nel Golfo del Messico, provocando quattro morti, sedici feriti e danni ambientali che Greenpeace ha chiesto di accertare, ma la Pemex ci ha negato il permesso al sorvolo dell’area e all’ispezione della piattaforma. Eppure immagini satellitari mostrano chiazze di petrolio in prossimità del luogo dell’incidente.
Lo Sblocca Italia, grazie alla deregulation selvaggia che promuove in spregio alla normativa europea, rappresenta un piano di sfruttamento intensivo delle risorse di idrocarburi italiane, che sono scarse e di pessima qualità, la cui estrazione rischia di consolidare la dipendenza italiana dalle fonti fossili. Nel Mediterraneo già oggi si riscontra la più alta concentrazione di idrocarburi al mondo (38 milligrammi per metro cubo); e si concentra il 20 per cento del traffico mondiale di idrocarburi, oltre 8 milioni di barili al giorno.
Oltre 120 mila cittadini hanno aderito alla campagna di Greenpeace #nonfossilizziamoci. Greenpeace continuerà ad opporsi a ogni tentativo di distruzione del nostro mare. E chiede al governo italiano di sottoporre i suoi piani energetici a una seria VAS (Valutazione Ambientale Strategica), aperta agli stati confinanti; e di recepire presto la nuova direttiva europea sulle trivellazioni offshore.
Leggi “Orizzonte nero – sei domande per capire il disastro della Deepwater Horizon” (2010):
http://www.greenpeace.org/

