Il colpo di coda dell’inverno dopo l’Italia raggiunge nord Africa e Medio Oriente, effetti devastanti [FOTO]

I resti dell’ondata di freddo che ad inizio settimana ha interessato l’Italia hanno raggiunto il Mediterraneo orientale, evolvendo in un “CUT-OFF” che sta provocando forti grandinate in Palestina e nevicate sui monti giordani

Mentre sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo una figura di alta pressione, ben consolidata alle alte quote della troposfera ed alimentata da aria sempre più calda d’estrazione sub-tropicale continentale algero-marocchina, apporta condizioni di tempo generalmente stabile e soleggiato, sul Mediterraneo orientale l’insistenza di una vecchia circolazione depressionaria fredda, in fase di colmamento, causa condizioni di spiccata instabilità. Anche la giornata odierna è stata caratterizzata dal maltempo, soprattutto lungo le coste dell’Asia Minore, sulla Palestina e sulle coste egiziane, per l’insistenza di rovesci e temporali intermittenti che localmente hanno prodotto accumuli pluviometrici significativi per il mese di Aprile.

grandine gaza13Da venerdì 10 Aprile in tutta l’Asia Minore, e persino lungo le coste egiziane e la penisola del Sinai, il tempo si è presentato spiccatamente instabile, localmente anche perturbato, con piogge, rovesci e temporali sparsi, che localmente danno origine anche a brevi scrosci di grandine. Tutto a causa della persistenza, sull’entroterra Anatolico, del vecchio “CUT-OFF” di aria polare continentale, figlio dell’avvezione fredda che ad inizio settimana aveva coinvolto anche l’Italia, che dall’Egeo si è allontanato verso la Turchia occidentale. Questa circolazione depressionaria a carattere chiuso, nel corso della giornata di ieri, subendo un deciso “stretching” si è evoluta in un minimo depressionario derivato che si è andato a posizionare sul mar di Levante, a largo delle coste turche meridionali e della Siria, determinando una fase di marcata instabilità, con frequenti piogge e temporali fra Turchia, Siria, Libano, Israele, Palestina ed Egitto settentrionale. Questo minimo relativo, posizionandosi sul mar di Levante, è stato in grado di convogliare parte dell’aria fredda, polare continentale, affluita fra il mare Egeo e la Turchia, fin verso le coste egiziane e la penisola del Sinai, attraverso una sostenuta ventilazione fredda da O-NO e NO che ha interessato tutto l’Egitto settentrionale, il Sinai e i territori palestinesi.

Il “gradiente termico verticale” causato dal “CUT-OFF”, colmo nella media troposfera di aria piuttosto fredda di tipo polare continentale, ha attivato un moderato “forcing” convettivo (intense correnti ascensionali in seno alla colonna d’aria) in aria fredda sul mar di Levante che ha originato diverse “Cellule temporalesche” marittime. Molte di queste dopo essersi sviluppate sul mar di Levante, maturando in cumulonembi isolati, ma di grande sviluppo, che impattando sulle coste di Israele, Palestina e dell’Egitto settentrionale hanno arrecato dei rovesci temporaleschi, con piogge e grandinate, specie nel nord del Sinai. Temporali sparsi e brevi grandinate hanno interessato anche la Striscia di Gaza, e i territori lungo il confine fra Israele e Palestina, dove si sono verificati anche degli allagamenti. Alcune di queste “Cellule temporalesche” sospinte dai forti venti da O-NO in quota, dopo essere penetrate sulle alture del Golan sono riuscite a sconfinare fin sui monti della Giordania occidentale, determinando precipitazioni che dato il temporaneo abbassamento della quota dello “zero termico” hanno assunto carattere nevoso sui rilievi più elevati.

In particolare lungo il versante occidentale e nelle aree sopravento dei rilievi giordani, dato anche il contributo del “forcing” orografico, il manto nevoso ha superato i 4-5 cm di accumulo, imbiancando le vette più elevate, caratterizzate da una scarsa vegetazione e da paesaggi semidesertici o desertici. Nel corso della mattinata di domani questa latente circolazione depressionara, dovrebbe andare progressivamente a colmarsi, nonostante una parziale e timida alimentazione del “getto sub-tropicale” che scorre sopra il nord della penisola Arabica, determinando condizioni di residua instabilità nel sud-est della Turchia, il Kurdistan, la Siria e l’Iraq.

Gli effetti della grandinata sul porto di Gaza

Su queste aree menzionate il significativo “gradiente termico verticale” lasciato in eredità dal “CUT-OFF” anatolico (aria fredda polare continentale in quota che scorre sopra lo strato più caldo preesistente nei bassi strati scaldato ulteriormente dall’insolazione di Aprile) potrebbe incentivare lo sviluppo di tante “Cellule temporalesche” e sistemi convettivi a mesoscala capaci di dare luogo a rovesci di pioggia, con fulminazioni e colpi di vento, anche in mezzo al deserto Siriaco e sull’Iraq centro-settentrionale. Alcuni di questi temporali, soprattutto quelli che interesseranno il nord della Siria e dell’Iraq, a causa dei forti contrasti termici in gioco, potrebbero risultare localmente davvero intensi, venendo accompagnati da acquazzoni e da una vivace attività elettrica.

Ondata di maltempo nella Striscia di Gaza: allagamenti per grandine e pioggia [FOTO e VIDEO]