L’analisi dei dati ha evidenziato che il vaccino morbillo-parotite-rosolia non è associato a un aumentato rischio di autismo a qualsiasi età
Nuovo, rassicurante studio scientifico sui vaccini. Un’indagine su ben 95.000 bambini, tutti con fratelli più grandi alcuni dei quali colpiti da autismo, ha accertato che il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia non è associato a un aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico. Risultati che non indicano dunque nessuna associazione dannosa tra il vaccino e l’autismo anche tra i bambini già a più alto rischio per il fatto di avere un familiare affetto. A pubblicare il lavoro, finanziato dal National Institute of Mental Health, dai National Institutes of Health e dal U.S. Department of Health and Human Services, è la rivista ‘Jama’, a firma di esperti del Lewin Group. Anche se una parte sostanziale delle ricerche scientifiche degli ultimi 15 anni non ha trovato alcun legame tra il vaccino morbillo-parotite-rosolia e i disturbi dello spettro autistico, molte persone continuano ad associarli, scrivono gli autori. Indagini su genitori con bambini autistici hanno dimostrato che molti ritengono il vaccino una importante concausa della malattia di loro figlio. Questa convinzione, unita alla consapevolezza che i bimbi con fratelli più grandi affetti da autismo sono già a maggior rischio, potrebbe indurre i genitori a evitare di vaccinare i loro bambini più piccoli. Gli scienziati hanno così voluto approfondire anche una volta questo tema, su un ampio campione di bambini americani con fratelli maggiori con e senza autismo.

Basterà a convincere i teorici della “cospirazione”?
Quello appena uscito su Jama e’ l’ultimo di decine di studi che hanno escluso l’associazione tra vaccini trivalenti e autismo, ma probabilmente non servira’ a convincere i ‘teorici della cospirazione’. E’ il parere di Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanita’. ”Lo studio in questione e’ sicuramente uno dei piu’ ampi, con oltre 95mila bambini coinvolti, ma e’ solo l’ultimo di una lunga serie – spiega Salmaso -. Da quando e’ uscita la ricerca, poi rivelatasi falsa, che in teoria dimostrava un legame, i ricercatori di tutto il mondo hanno cercato di riprodurla, ma nessuno ci e’ riuscito. Nonostante questo non solo viene ancora citata da chi e’ contro i vaccini, ma in Italia abbiamo avvocati e consulenti di tribunali che si fanno un vanto di essere in contatto con l’autore, che nel frattempo e’ anche stato radiato dall’ordine dei medici”. Secondo Salmaso anche quest’ultimo studio potrebbe non essere sufficiente a far cambiare idea a chi e’ contro i vaccini. ”Chi sostiene questa bufala, cosi’ come le altre, lo fa piu’ per sentirsi parte di un gruppo che per effettive considerazioni razionali – spiega -. Per questo e’ piu’ probabile che questo studio convinca ancora di piu’ quelli che gia’ sono d’accordo, e non abbia nessun effetto sugli altri”.
