La mano artificiale è robusta e leggera (meno di 500 grammi) ed estremamente flessibile
Arriva il primo prototipo di mano artificiale derivata dalla tecnologia robotica Made in Italy. Si tratta di un arto poliarticolato, polifunzionale e antropomofo che sarà disponibile a partire dal 2017. Il progetto nasce da un accordo tra l’Istituto italiano di Tecnologia e l’Inail ed è stato presentato nel corso di una conferenza che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, del presidente dell’Inail, Massimo De Felice, e del presidente Iit, Gabriele Galateri di Genola. Durante la presentazione Marco Zambelli, il primo paziente del Centro Protesi Inail che ha sperimentato la nuova mano, ha mostrato le funzionalità e il buon livello di utilizzo della stessa, dopo un primo periodo di addestramento. La nuova mano consente il recupero della funzionalità complessiva ai pazienti amputati di arto superiore.

Realizzata con il contributo della tecnologia 3D-printing, in materiale plastico e con alcune componenti metalliche, la mano artificiale è robusta e leggera (meno di 500 grammi) ed estremamente flessibile, grazie all’ingegnerizzazione di un tendine artificiale che consente di riprodurre i movimenti naturali. Il paziente controlla la mano protesica attraverso 2 sensori che recuperano il segnale naturale dei muscoli residui. Il dispositivo non prevede operazioni invasive per il paziente ma rappresenta uno strumento indossabile con semplicità sull’arto amputato. Obiettivo è ottenere un dispositivo altamente ergonomico e con consumi ottimizzati. Entro il 2017, a conclusione della fase di sviluppo preclinico con i pazienti del Centro Protesi Inail di Budrio, il dispositivo verrà reso disponibile alle persone con specifica disabilità. La produzione e la commercializzazione saranno affidate ad una nuova start up, che sta nascendo in seno ad Iit, con l’obiettivo di valorizzare questa tecnologia sia sul mercato nazionale che internazionale (Europa ed Usa in primis), “grazie alla competitività dei costi, all’avanzato contenuto tecnologico e ad un design unico nel settore”. Il progetto completamente “made in Italy”, vede la luce dopo circa 1 anno dalla sigla dell’accordo Inail-Iit, del dicembre 2013 per lo sviluppo di nuovi dispositivi protesici e riabilitativi avanzati, con investimenti congiunti complessivi pari a 11,5 milioni di euro.
