Il terremoto ha inoltre causato frane e valanghe sul monte Everest, dove almeno 18 alpinisti sono rimasti uccisi
Il peggior terremoto degli ultimi ottant’anni in Nepal è costato al momento almeno 2mila morti: un bilancio destinato probabilmente ad aumentare con il passare delle ore, man mano che i soccorritori raggiungono le zone più impervie e proseguono le operazioni di rimozione delle macerie. Alla scossa di magnitudo 7,9 di sabato hanno fatto seguito numerose scosse di assestamento e una replica domenica mattina di magnitudo 6,7: in base all’ultimo bilancio delle vittime i morti in Nepal sono 2.152, mentre altre 53 persone sono decedute in India e 17 nel Tibet, secondo quanto reso noto dalla stampa cinese. Il terremoto ha inoltre causato frane e valanghe sul monte Everest, dove almeno 18 alpinisti sono rimasti uccisi: gli elicotteri di soccorso sono riusciti a raggiungere il campo base solo domenica mattina, e anche in questo caso il bilancio delle vittime è solo provvisorio. In Nepal la capitale Katmandu è fra le località più colpite: centinaia di edifici – fra cui la storica torre di Dharhara, patrimonio dell’Umanità – sono crollati; la scossa ha danneggiato inoltre le principali vie di comunicazione e l’aeroporto internazionale, chiuso per motivi di sicurezza.
