Il Dalny Vostok si è inabissato alle 6.30 del mattino (le 22.30 di mercoledì in Italia) al largo delle coste di Kamchatka, 250 chilometri a sud di Magadan

E’ salito ad almeno 56 morti il bilancio del naufragio del peschereccio russo nel mare di Ochotsk, nell’estremo oriente russo affacciato sul Pacifico.
“Sono stati recuperati 56 corpi”, ha detto una fonte del ministero per le Situazioni d’Emergenza all’agenzia Ria Novosti, lasciando intendere che il conteggio delle vittime può ancora salire. A bordo del “Dalny Vostok” infatti al momento dell’incidente c’erano 132 membri dell’equipaggio, 78 russi e 54 stranieri, in gran parte di Myanmar, ma anche cittadini ucraini, della Lituania e delle Vanuatu. Sessantatrè marinai sono stati tratti in salvo, quindi ne mancano almeno 12 all’appello.
Il Dalny Vostok si è inabissato alle 6.30 del mattino (le 22.30 di mercoledì in Italia) al largo delle coste di Kamchatka, 250 chilometri a sud di Magadan. Gli inquirenti stanno valutando “oltre 10 ipotesi” sulle cause della tragedia, ha riferito il portavoce del Comitato d’inchiesta russo, che si occupa delle indagini di maggiore rilievo, “al momento la teoria più credibile per l’affondamento è quella di uno scontro con un ostacolo, che ha provocato uno squarcio nel settore macchine”.
Le autorità locali hanno escluso che la causa del ribaltamento e quindi del naufragio possa essere stato un sovraccarico dell’imbarcazione, che era un peschereccio-congelatore, ovvero il pesce viene congelato direttamente a bordo.
