In quasi il 100% dei casi è mortale, ma è anche evitabile sempre nel 100% dei casi.
Ancora oggi, circa 59.000 persone nel mondo, soprattutto nei Paesi più poveri, muoiono ogni anno a causa della rabbia, malattia trasmessa dai cani. Ben 160 al giorno. Lo rivela uno studio del Global Alliance for Rabies Control’s Partners for Rabies Prevention Group, il primo a valutare l’impatto in termini di decessi e costi economici della rabbia in tutti i Paesi del mondo. Il miglior modo per prevenire la rabbia canina è vaccinare i cani, ma anche migliorare l’accesso ai vaccini umani. L’indagine mette in evidenza che le perdite economiche annuali provocate dalla malattia sono pari a circa 8,6 miliardi di dollari, soprattutto a causa di morti premature, ma anche della ‘tardiva’ spesa per i vaccini umani, della perdita di reddito e altri costi. “Questo innovativo studio è un passo essenziale verso il miglioramento del controllo e l’eventuale eliminazione della rabbia”, dice Louis Nel, direttore esecutivo della Global Alliance for Rabies Control (Garc). La ricerca rileva inoltre che il maggior rischio di morire per rabbia canina è nei Paesi più poveri: l’India, ad esempio, ha il più alto numero di vittime, con oltre 20.000 decessi umani ogni anno. La percentuale di cani vaccinati contro la malattia in quasi tutti i paesi dell’Africa e dell’Asia è infatti di gran lunga inferiore a quella necessaria. Al contrario, i Paesi che hanno investito di più nella vaccinazione canina sono quelli in cui i decessi umani sono stati praticamente azzerati. “Nessuno dovrebbe morire di rabbia e Garc e i suoi partner continueranno a lavorare insieme verso l’eliminazione della rabbia globale”, conclude Nel.
