Tra le grandi novità tecnologiche annoverate dagli esperti ci sono le protesi biologiche intelligenti
Sono circa 2 milioni gli italiani a rischio ernia addominale, la causa piu’ comune di intervento chirurgico. Per risolvere l’unica strada e’ la chirurgia e oggi sono arrivate le prime linee guida internazionali condivise dai massimi esperti del settore per la gestione dei pazienti, da casi meno complicati ai piu’ difficili. Le nuove linee guida sono state presentate in occasione della prima conferenza mondiale sulla chirurgia dell’ernia addominale, che si terra’ fino a mercoledi’ a Milano. Le linee guida puntano sulla massima personalizzazione possibile delle terapie grazie alle nuove tecnologie, per una “chirurgia su misura” in grado di diminuire al minimo le complicanze. Per il prossimo futuro, riferiscono gli esperti, si punta sulla chirurgia robotica per intervenire in casi selezionati, e sono in partenza anche esperienze di condivisione di referti ed esami tra medici su profili riservati di Facebook: i dubbi clinici potranno essere risolti con il confronto in tempo reale con colleghi esperti, per una chirurgia che diventa “social”. “Le nuove linee guida che abbiamo realizzato – ha detto Giampiero Campanelli, direttore dell’Unita’ Operativa di Chirurgia Generale e Day Surgery dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano e presidente della conferenza mondiale – sono pensate proprio per la maggioranza dei chirurghi addominali che si trovano a gestire ernie comuni: anche in queste situazioni ‘semplici’ e’ bene pero’ applicare i principi della chirurgia su misura, per ottenere i risultati migliori”. Tra le grandi novita’ tecnologiche annoverate dagli esperti ci sono le protesi biologiche intelligenti. “Questa grande varieta’ di protesi a ha osservato Campanelli a consente al chirurgo di scegliere la piu’ adatta al paziente, tenendo conto della sua eta’, del suo stile di vita e della sua corporatura. Le nostre linee guida puntano a interventi meno invasivi possibile, privilegiando sempre l’intervento piu’ dolce e mininvasivo, valutato su misura per ogni singolo caso”.
