Un europeo su 300 ha avuto nella sua vita un caso di anafilassi
Aumentano i casi di shock anafilattico in persone che si trovano in ospedale a causa della somministrazione dei farmaci, che e’ attualmente la causa principale di allergia. Nei ricoveri ospedalieri la percentuale di reazioni gravi, incluso l’angioedema, raggiunge lo 0,8/1%:”I trend sono in aumento, negli ultimi dieci anni questi casi si sono triplicati, ma fortunatamente la mortalita’ e’ diminuita grazie al corretto uso dell’adrenalina”, spiega Massimo Triggiani, docente di Allergologia e Immunologia clinica all’Universita’ degli Studi di Salerno. Il dato e’ emerso a Bologna a conclusione del Congresso Nazionale della Siaaic, Societa’ Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica. Solo il 20% della popolazione allergica italiana porta con se’ l’autoiniettante. Una persona su 4 non sa come utilizzare il farmaco. Un europeo su 300 ha avuto nella sua vita un caso di anafilassi: “Lo shock anafilattico e’ un evento potenzialmente drammatico per chi lo subisce e sicuramente qualcosa che terrorizza. Attualmente i casi da anafilassi da strada, ossia quelli esterni all’ambiente ospedaliero, si aggirano attorno allo 0,05/0,1% della popolazione italiana”, prosegue Massimo Triggiani, docente di Allergologia e Immunologia clinica all’Universita’ degli Studi di Salerno. L’incidenza dello shock anafilattico varia in relazione al tipo di fattori scatenanti e della fascia d’eta’. Tra le cause maggiormente responsabili in eta’ adulta ci sono punture di api, vespe e calabroni in soggetti allergici al loro veleno, mentre l’allergia alimentare e’ maggiormente responsabile di shock anafilattico in eta’ pediatrica. Tra le raccomandazioni dei medici a pazienti e operatori sanitari per la gestione dell’emergenza shock anafilattico, “ovunque essa si verifichi e’ quella di chiamare aiuto presto – sottolinea Chiara Gasperini – quindi, nello specifico chiamare il 118, se si e’ fuori da un ospedale, oppure attivare il team di emergenza intraospedaliera”.
