L’Aifa lancia l’allarme del pericolo globale dei farmaci venduti in rete e realizza un database con i nomi di tutte quelle “scovate” su Internet
Si e’ svolta nei giorni scorsi a Roma la conferenza internazionale organizzata da AIFA nell’ambito del progetto Europeo Fakeshare- Sharing intelligence and science about fake medicines and illegal websites, coordinato da AIFA dal 2013 con l’obiettivo di condividere attraverso una piattaforma web dedicata le informazioni su farmacie web illegali che promuovono e vendono prodotti pericolosi per la Salute. All’evento hanno preso parte i rappresentanti delle principali Istituzioni nazionali e internazionali coinvolte nelle attivita’ di contrasto alla vendita illegale di medicinali, ovvero le Agenzie regolatorie di Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Serbia, Stati Uniti e Israele. E’ stato presentato, durante la conferenza, il database della farmacie web illegali, che rappresenta il fulcro del progetto, ideato e realizzato come strumento di condivisione a supporto delle attivita’ di contrasto portate avanti quotidianamente da agenzie regolatorie, forze di polizia ed altre amministrazioni.

Se consideriamo il costo degli anticorpi monoclonali non e’ difficile comprendere il perche’ i farmaci antitumorali siano i piu’ rubati”. “E’ per questo che mezzi tecnologici come il database delle farmacie on line, realizzato nell’ambito del progetto Fakeshare ed iniziativa unica in Europa nel suo genere, rappresenta – ha spiegato Luca Pani – un prezioso tassello per coordinare e ottimizzare gli sforzi comuni, altrimenti meno efficaci. Impegno condiviso a tutti i livelli: dalle agenzie regolatorie alle Forze di Polizia; dai distributori alle farmacie; dai medici ai pazienti. Vi deve essere la capacita’ di fare “#network”. “#Proattivita'” e’ l’ultima parola chiave, ma non meno importante, per sollecitare il processo di conoscenza del problema della contraffazione farmaceutica, cosi’ come dispone la nuova legislazione di farmacovigilanza. Questo significa che non bisogna reagire velocemente ad un particolare caso sospetto, bensi’ agire prima ancora che esso accada. La non efficacia di un farmaco – potenzialmente contraffatto – e’ un vero e proprio effetto collaterale che deve accendere una spia negli operatori sanitari, ma anche nei cittadini, perche’ comprendano che si tratta di una prima traccia da cui innescare il processo di intelligence sulla qualita’ e legalita’ del prodotto. E in questo anche la corretta informazione che l’AIFA si impegna a garantire e a potenziare sempre piu’ sul tema potra’ fare la differenza. Oggi – ha concluso Pani – non commentiamo la fine di un progetto, ma l’inizio di un nuovo percorso”.