Stato di grave siccità in California, il Governatore Brown procede con il razionamento obbligatorio dell’acqua; secondo le stime dell’Onu, a causa del Global Warming entro il 2025 i due terzi della popolazione mondiale potrebbe trovarsi in situazioni di siccita’ simili o se non addirittura peggiori dei californiani
La California è stata colpita da una siccità storica quest’anno, la situazione è talmente grave che il governatore Jerry Brown è stato costretto ad intervenire emanando un provvedimento per il razionamento obbligatorio dell’acqua ed ha imposto a città e villaggi del Golden State di tagliare del 25 per cento l’erogazione dell’acqua. La direttiva arriva a un anno dalla raccomandazione dello stesso Governatore di ridurre volontariamente del 20 per cento i consumi, ma a quanto pare l’avvertimento è stato sottovalutato dagli stessi cittadini, che hanno continuato con gli sprechi continuando ad utilizzare l’importante risorsa in modo abituale, senza limiti nè accorgimenti.
La raccomandazione del Governatore però, era più che fondata: a causa del clima secco ed arido che ormai da 4 anni assilla la California, il territorio ha visto un lento ed inesorabile prosciugamento delle proprie riserve idriche, e la superficialità dei cittadini sotto questo profilo, non ha sicuramente migliorato la situazione, tanto appunto da arrivare al razionamento obbligatorio. L’ effetto global warming, che ormai perdura da 4 anni nel territorio, non accenna a dare un alito di respiro allo Stato ormai assettato. Addio dunque ai bei prati all’americana ed alle distese di neve abbondanti della Sierra Nevada: ormai, ciò che si vede è una spoglia distesa infinita, con campagne aride.
Le distese nevose delle montagne della California sono in realtà fondamentali per la rete idrica dello Stato perche’ immagazzinano le precipitazioni della stagione umida per rilasciarla durante tutta l’estate. Il governatore ha dichiarato “siamo in piedi sull’erba secca dove dovrebbero esserci due metri di neve” e con estrema durezza ha continuato “l’idea del vostro praticello annaffiato ogni giorno e’ cosa del passato” invitando i californiani a cambiare abitudini “il mondo e’ cambiato. Dobbiamo agire diversamente”.
Secondo le stime realizzate dell’Onu, a causa del Global Warming, ovvero il continuo, lento e progressivo aumento delle temperature globali, entro il 2025 i due terzi della popolazione mondiale potrebbero trovarsi in situazioni di siccita’ simili o se non addirittura peggiori della situazione in cui oggi si ritrovano i californiani. Per il 2050 le stime prevedono inoltre un aumento globale del 40 per cento del consumo di acqua, aumento che sicuramente va a collidere con il problema siccità. In California, il provvedimento adottato dal governatore Brown, ad oggi, riguarda solo il razionamento delle acque urbane e non andrà a toccare quelli che sono gli usi dell’acqua nel campo agricolo che attualmente raggiungono circa i tre quarti dell’acqua dello Stato (peraltro uno dei settori economici di sostegno. In particolare, nelle citta’ si dovrà smettere di annaffiare gli spazi verdi spartitraffico e lo stato procederà a rimuovere gli spazi occupati dal tipico prato all’americana, che si stima equivarranno a circa mille campi di football, sostituendoli con paesaggi desertici. Sara’ inoltre imposto un calmiere sull’irrigazione dei parchi. Ed inoltre, saranno previsti risparmi sull’irrigazione per campi da golf, campus universitari e cimiteri. Per accellerare la riduzione del consumo di acqua lo Stato ha già dato il via libera alle agenzie e compagnie private di fornitura di acqua di poter incrementare i costi e dunque influire sulle bollette dei cittadini.