In queste ore, con l’imminente miglioramento delle condizioni meteorologiche, in alcune aree del sud Italia, in modo particolare in prossimità dei principali contrafforti montuosi di Calabria e Sicilia nord-orientale, è stato possibile osservare l’affascinante fenomeno atmosferico che origina le cosiddette nubi di Kelvin e Helmholtz. In particolare fra l’Aspromonte e i Peloritani nel corso della mattinata è stato un continuo susseguirsi di annuvolamenti dalla forza bizzarra, simili ad una serie di onde.

Si tratta di un particolare tipo di nubi, di rarissima bellezza, che presenta la forma di un riccio o di una piccola onda marina. Questi annuvolamenti a forma di riccio o di onda vengono generati da un tipo di instabilità che si sviluppa in particolari situazioni. L’instabilità di Kelvin e Helmholtz è quel tipo di instabilità fluidodinamica che si presenta quando i diversi strati di un fluido sono in moto relativo gli uni rispetto agli altri. Fu scoperta e studiata per la prima volta dai fisici Lord Kelvin e Hermann Von Helmholtz. L’esempio più semplice che si può concepire, in due dimensioni, è quello di un fluido perfetto presente in due regioni affiancate dello spazio: nella prima il fluido è a riposo, nella seconda si muove con velocità costante. Se la zona che separa le due regioni subisce una piccola perturbazione le particelle di fluido che erano a riposo (velocità nulla) si vengono a trovare nella regione dove regna una velocità finita. Questo scompenso crea un’instabilità. L’ampiezza della perturbazione diventa sempre più ampia e le particelle delle due diverse regioni si mescolano tra loro, formando dei vortici, anche ben definiti, e facendo perdere definitivamente la configurazione che era presente all’inizio.
Tanto è maggiore lo “Shear” verticale dei venti troposferici orizzontali tanto maggiori saranno le possibilità per l’attivazione dell’instabilità di Kelvin e Helmholtz (non per caso è nota anche come instabilità da “Shear“ orizzontale). Ciò da luogo a grandi turbolenze, che si propagano lungo la troposfera attraverso dei vortici verticali che molto spesso assumono l’aspetto di una onda marina molto minacciosa. Nella maggior parte dei casi la discontinuità del vento crea una serie di strati nuvolosi che ondeggiano sulla cresta delle onde atmosferiche. Quasi sempre queste ondulazioni, prodotte da queste forti turbolenze atmosferiche, intraprendono delle traiettorie a forma di spirale (vortici spiraliformi). Quando una nuvola o un addensamento nuvoloso si trova o si forma fra due masse d’aria con moto differente o tra due venti con la stessa direzione, ma velocità diversa, tende ad assumere delle forme bizzarre, come quelle di una grande onda marina che si abbatte sulla costa. In determinate occasioni si vengono a sviluppare delle nubi davvero molto spettacolari e impressionanti che possono destare un po’ di preoccupazioni.