Si rinnova anche quest’anno lo straordinario spettacolo delle Liridi, le stelle cadenti di primavera: uno degli eventi celesti più tradizionali della storia
Mercoledì 22 aprile: è il giorno del grande spettacolo delle Liridi, le stelle cadenti di fine aprile quando ogni anno la Terra attraversa la coda della cometa Thatcher (C/1861 G1). Si tratta di un evento celeste dalla grande storia, perchè viene osservato dall’umanità da quasi tremila anni. E’, infatti, il primo “sciame” di cui si hanno dati antichi, e nello specifico esistono delle tracce di osservazioni da parte dei cinesi alcuni secoli avanti Cristo.
Quando osservarle e dove bisogna guardare

Perchè si chiamano “Liridi”
Ogni anno, nel periodo di migliore visibilità, circa 5-30 meteore solcano ogni ora i cieli di tutto il mondo, ma a volte, quando la Terra incontra una parte insolitamente densa dei detriti della cometa, il tasso aumenta drasticamente. In passato, nel 1982, si sono contate anche 90 meteore ogni 60 minuti. Ma un numero ancora più elevato è stato documentato nel 1803 da un giornalista a Richmond, in Virginia, che scrisse: “Questo fenomeno è stato osservato nella mattinata di Mercoledì scorso a Richmond e dintorni, in un modo che ha allarmato molti, e che ne ha stupiti tanti altri. Dll’1 alle 3 del mattino, quelle meteore sembravano cadere da ogni punto del cielo, in una quantità tale da assomigliare ad una pioggia di razzi dal cielo”. Le meteore possono apparire in ogni punto del cielo, anche se il loro percorso sembrerà sempre provenire dal radiante (Costellazione della Lira). La Lira è una costellazione facilmente riconoscibile dall’emisfero boreale, famosa per ospitare la stella Vega e la nebulosa planetaria M57. Vega è una stella molto brillante bianco-azzurra, circa tre volte più ampia del nostro Sole a 25 anni luce di distanza. E’divenuta famosa grazie al film “Contact” interpretato da Jodie Foster, dove la stella era la fonte di trasmissioni radio aliene dirette verso la Terra. Per avere la certezza di osservarle, sarà necessario guardare da cieli scuri, lontani da fonti particolarmente luminose, possibilmente con cielo sereno. Le aree migliori di osservazione saranno naturalmente quelle extraurbane e collinari-montane, dove l’atmosfera più rarefatta consentirà una visione migliore del firmamento.
