Le tavole vibranti simuleranno in modo bidirezionale il terremoto, sia in direzione della carreggiata sia in modo perpendicolare ad essa

Tavole vibranti per testare la resistenza ai terremoti dei ponti come quelli costruiti in Italia 50-60 anni fa su strade e autostrade: l’esperimento unico al mondo prende il via domani a Napoli e durera’ circa 10 giorni. Il test simulera’ terremoti fino a 4 volte il sisma dell’Irpinia (di magnitudo 6,9 della scala Richter) e sara’ eseguito su un modello in scala che imita la resistenza ai terremoti di un ponte con piloni alti 8 metri e distanza fra essi di circa 25 metri. Il test sara’ condotto presso il dipartimento per l’Ingegneria e l’Architettura (Dist) dell’universita’ Federico II e rientra nel progetto Strit (Strumenti e Tecnologie per la gestione del Rischio delle Infrastrutture di Trasporto) del Distretto ad alta Tecnologia per le Costruzioni Sostenibili, Stress. Il modello su cui sara’ eseguito il test e’ un ponte con campata (ossia distanza tra i piloni) di circa 7 metri e del peso di 30 tonnellate. ”Il test e’ unico nel suo genere perche’ per la prima volta utilizza due tavole vibranti che possono simulare terremoti di intensita’ diversa su due piloni, come accade nella realta’, dove i piloni spesso poggiano su terreni geologicamente diversi che rispondono in modo differente al sisma” osserva Andrea Prota, che insegna Tecnica delle costruzioni presso il Dist. Inoltre, aggiunge, le tavole vibranti simulano in modo bidirezionale il terremoto, sia in direzione della carreggiata sia in modo perpendicolare ad essa. ”Un test simile ? spiega l’esperto – e’ stato fatto negli Stati Uniti per studiare strutture di nuova realizzazione ma e’ la prima volta al mondo in cui si sperimentano tecniche di riduzione della vulnerabilita’ di ponti gia’ esistenti in cemento armato”. La sperimentazione prevede anche test su tecnologie per la messa in sicurezza: come degli isolatori, una sorta di cuscinetti posti sulla sommita’ del pilone e pellicole con cui fasciare i piloni fatte di nuovi materiali come fibre di carbonio per renderli piu’ resistenti. ”Raramente – sottolinea Ennio Rubino, presidente di Stress – tali prove sono state effettuate su tavola vibrante, sia a causa delle notevoli dimensioni (grosse masse coinvolte) sia a causa della particolare conformazione della struttura testata. Grazie al progetto Strit e’ stato possibile superare tali problematiche”.