Lo riferisce l’associazione Ev-K2-Cnr
Persone, impossibile dire quante, inghiottite dai ghiacci nei crepacci che si trovano in una delle zone piu’ pericolose dell’Everest, quella che collega il campo base al Campo 1. Lo riferisce l’associazione Ev-K2-Cnr, sulla base di quanto riportato ieri dagli sherpa sulla conseguenze di un fenomeno diverso rispetto a quello delle due valanghe. A riferire la testimonianza degli sherpa e’ l’alpinista Mario Vielmo. La zona in cui sono state viste le persone intrappolate nei ghiacci e’ quella nota agli alpinisti come ‘icefall’, la cascata di ghiaccio che si trova tra il Campo base dell’Everest e il Campo 1 e si trova nella zona opposta a quella colpita nei giorni scorsi dalle due valanghe. ”E’ un percorso molto pericoloso – osserva il portavoce dell’associazione Ev-K2-Cnr, Pietro Coerezza – perche’ li’ il ghiaccio e’ normalmente in movimento”. Basti pensare che in un crollo avvenuto sulla icefall un anno fa avevano perso la vita 16 persone, per la maggior parte sherpa. ”E’ difficile – aggiunge l’associazione – avere una stima di quante possano essere le vittime”. Le due valanghe, avvenute sul versante opposto dell’Everest, hanno invece provocato complessivamente, secondo le stime, fra 19 e 22 vittime e 60 feriti.
