Bilancio drammatico dopo il forte terremoto che stamattina ha colpito il Nepal: si temono migliaia di vittime
Un terremoto di magnitudo 7,9 ha fatto tremare il Nepal e il nord-est dell’India e ha portato al crollo di molti edifici nella capitale nepalese, Kathmandu, e in altre localita’ a cavallo della frontiera. Le prime notizie parlano di centinaia di vittime, “oltre 150” soltanto a Kathmandu, ma si teme che il bilancio del sisma registrato quando era l’ora di pranzo possa essere di migliaia di vittime. L’epicentro e’ stato localizzato nel Nepal centrale, 80 chilometri a est della localita’ turistica di Pokhara e a una profondita’ di appena 2mila metri, ha riferito l’Istituto geologico Usa.
Dopo la prima scossa, protrattasi per 90 secondi, ce ne sono state altre otto di assestamento. Il ministro dell’Informazione nepalese, Minendra Rijal, ha riferito di “danni immensi” nella zona dell’epicentro e ha lanciato un appello alle agenzie internazionale per un aiuto nel gestire l’emergenza.
A Kathmandu, citta’ di un milione di abitanti, il terremoto ha fatto crollare la torre di Dharahara del 1832, dichiarata patrimonio dell’Umanita’ dall’Unesco. Una decina i morti accertati ma altre 50 persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie. La torre, conosciuta anche come Bhimsen Tower, era alta quasi 62 metri e si sviluppava su nove piani.
Devastata l’antica piazza di Durbar, il centro monumentale della capitale su cui si affaccia il Palazzo reale. Anche molti templi antichi sarebbero stati rasi al suolo nella capitale e nella vallata di Kathmandu dove sorgono le citta’ medievali di Patan e Bhaktapur, rinomate mete turistiche. La Farnesina sta verificando l’eventuale coinvolgimento di connazionali e la presenza di turisti italiani nelle aree colpite. Il sisma ha causato un’interruzione delle comunicazioni telefoniche per cellulari e linee fisse e la chiusura dell’aeroporto di Kathmandu. Tra le prime vittime sono state segnalate due ragazze: una quindicenne in India, vicino al confine con il Nepal, deceduta nel crollo di un muro di casa. Un’altra ragazza e’ deceduta in una parco di Kathmandu, schiacciata da una statua crollata. Il sisma e’ stato avvertito anche nel nord e nell’est dell’India e in Pakistan e Bangladesh. A New Delhi gli edifici hanno tremato per oltre un minuto e la gente si e’ riversata per le strade. Il servizio della metropolitana e’ stato sospeso per alcuni minuti. Il terremoto ha anche innescato una serie di valanghe nella regione del monte Everest. Molti alpinisti coinvolti nelle varie spedizioni sul “tetto del mondo” sono stati costretti a cercarsi un riparo e si teme ci possano essere vittime anche se sulla zona c’era maltempo. Si teme che il numero delle vittime in Nepal possa essere molto piu’ alto anche perche’ il Paese himalayano non e’ attrezzato per i terremoti e la maggior parte delle case sono decrepite e sovraffollate, con interi piani costruiti su edifici preesistenti. Il Nepal e l’India erano gia’ stati teatro di un devastante terremoto il 15 gennaio del 1934, quando un sisma di magnitudo 8 devasto’ le citta’ di Kathmandu, Munger e Muzaffarpur, con piu’ di 11.000 morti, e lo Stato indiano del Bihar, dove persero la vita in oltre 7.000. Un altro terremoto in Nepal, nel 2011, aveva causato cinque morti.