Le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti al violento terremoto di oggi in Nepal
“Ero con i miei figli e stavo guardando delle foto sul computer quando ho sentito il pavimento tremare e tutta la stanza che si muoveva. Poi siamo fuggiti, e’ stato un vero inferno”. A parlare e’ Joshi Kusheswor, un ‘cicerone’ di Kathmandu che lavora con i turisti italiani, raggiunto telefonicamente dall’ANSA. Insieme a decine di altri vicini di casa sfollati, passera’ la notte in un campo di fronte al suo palazzo nel quartiere di Kuleshwar, nel sud della capitale, un’area di nuova costruzione e per questo piu’ resistente al terremoto.

Per circa 2.5 milioni di persone nella capitale e nelle altre localita’ della “Kathmandu Valley” sono state ore di panico. Non e’ ancora chiaro quante persone siano ancora intrappolate nelle macerie delle vecchie case del centro storico, che e’ stato il piu’ danneggiato. “Ci sarebbero piu’ di 200 persone disperse – dice Bimal Phunyal, direttore di ActionAid Nepal, ong che lavora da 12 anni nel paese himalayano – ma non abbiamo ancora una chiara visione della situazione e di come gestire i soccorsi”. Nonostante l’ex regno himalayano sia in una zona altamente sismica, non e’ preparato per affrontare una calamita’ come quella di oggi. Lo ha riconosciuto parlando con l’ANSA anche l’ambasciatore del Nepal a New Delhi. “Abbiamo chiesto l’aiuto internazionale – ha detto – e in particolare l’assistenza sanitaria che e’ quella di cui abbiamo piu’ bisogno in questo momento per curare i feriti”. E’ stato danneggiato anche il popolare quartiere di Thamel, meta preferita dei turisti stranieri dove si trovano gli hotel piu’ economici e ristoranti. Un’imprenditrice italiana, Anna Maria Forgione, titolare della popolare pizzeria ‘Fire and Ice’ ha detto di ‘avere subito danni’ e di avere “per il momento chiuso il locale”.