Terremoto Nepal, le terrificanti testimonianze: “all’improvviso ci siamo ritrovati nell’inferno peggiore”

Le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti al violento terremoto di oggi in Nepal

“Ero con i miei figli e stavo guardando delle foto sul computer quando ho sentito il pavimento tremare e tutta la stanza che si muoveva. Poi siamo fuggiti, e’ stato un vero inferno”. A parlare e’ Joshi Kusheswor, un ‘cicerone’ di Kathmandu che lavora con i turisti italiani, raggiunto telefonicamente dall’ANSA. Insieme a decine di altri vicini di casa sfollati, passera’ la notte in un campo di fronte al suo palazzo nel quartiere di Kuleshwar, nel sud della capitale, un’area di nuova costruzione e per questo piu’ resistente al terremoto.

nepal 03“Ci sono state 26 scosse di assestamento nel pomeriggio – dice – e ancora stasera la terra ha continuato a tremare. Ci hanno detto di stare fuori per sicurezza almeno per le prossime 24 ore. Per fortuna avevo una tenda in casa. Ma siamo totalmente al buio perche’ manca la corrente e siamo anche senza cibo”. Il sisma ha causato delle crepe nelle pareti del suo appartamento dove abita con la moglie, tre figli e un’anziana madre. Ma a migliaia di altri e’ andata molto peggio. “Il nostro villaggio e’ stato quasi spazzato via: la maggior parte delle case e’ stata sepolta dalle frane o crollata. La meta’ delle persone del mio villaggio e’ morta o dispersa: siamo impotenti e ora abbiamo anche paura delle piogge in arrivo”, e’ la testimonianza drammatica di Vim Tamang, un residente di Manglung, villaggio vicinissimo all’epicentro del sisma che dice: “Non sappiamo che fare, siamo impotenti”.

LaPresse/XinHua

Per circa 2.5 milioni di persone nella capitale e nelle altre localita’ della “Kathmandu Valley” sono state ore di panico. Non e’ ancora chiaro quante persone siano ancora intrappolate nelle macerie delle vecchie case del centro storico, che e’ stato il piu’ danneggiato. “Ci sarebbero piu’ di 200 persone disperse – dice Bimal Phunyal, direttore di ActionAid Nepal, ong che lavora da 12 anni nel paese himalayano – ma non abbiamo ancora una chiara visione della situazione e di come gestire i soccorsi”. Nonostante l’ex regno himalayano sia in una zona altamente sismica, non e’ preparato per affrontare una calamita’ come quella di oggi. Lo ha riconosciuto parlando con l’ANSA anche l’ambasciatore del Nepal a New Delhi. “Abbiamo chiesto l’aiuto internazionale – ha detto – e in particolare l’assistenza sanitaria che e’ quella di cui abbiamo piu’ bisogno in questo momento per curare i feriti”. E’ stato danneggiato anche il popolare quartiere di Thamel, meta preferita dei turisti stranieri dove si trovano gli hotel piu’ economici e ristoranti. Un’imprenditrice italiana, Anna Maria Forgione, titolare della popolare pizzeria ‘Fire and Ice’ ha detto di ‘avere subito danni’ e di avere “per il momento chiuso il locale”.