“Casi fortunati come questo sono rarissimi e si spiegano solo con un rifornimento di aria fresca, per esempio tramite canali d’aria tra le rocce e i mughi”
“E’ quasi un miracolo”. Commenta cosi’ Hermann Brugger, direttore dell’Istituto per la medicina d’emergenza in montagna dell’Eurac di Bolzano, il caso dello scialpinista austriaco, sopravvissuto senza danni permanenti per 10 ore sotto una valanga. “Casi fortunati come questo sono rarissimi e si spiegano solo con un rifornimento, anche indiretto, di aria fresca, per esempio tramite canali d’aria tra le rocce e i mughi”, spiega Brugger. Una decina d’anni fa – ricorda il medico – un altoatesino e’ infatti sopravvissuto sotto una slavina per 24 ore, perche’ con un bastoncino da sci era riuscito a scavare una presa d’aria. I record spetta comunque a una turista canadese, che nel 1974 a Macugnaga rimase sotto la neve per ben 48 ore.
