Xylella, caso anche in Francia: “è emergenza internazionale, embargo all’Italia inutile”

Emergenza Xylella, un caso anche in Francia

La presenza del batterio killer xylella fastidiosa anche in Francia “dimostra quello che abbiamo sempre detto: l’emergenza xylella e’ di carattere sovranazionale e la risposta si deve generare da risposte unitarie e la sede per farlo e’ Bruxelles”. Cosi’ il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, a margine dell’audizione sulla Carta di Milano, oggi alla Sala Mappamondo della Camera. “Tutti dobbiamo sentirci impegnati a combattere questa particolarissima problematica”, conclude Martina.

Xylella“Il preoccupante caso di Xylella scoperto in Francia conferma l’errore commesso dai cugini d’Oltralpe con l’embargo unilaterale imposto all’Italia su 102 varieta’ vegetali quando il vero problema e’ il comportamento dell’Unione Europea che nonostante le ripetute sollecitazioni non interviene per fermare l’import da paesi extracomunitari da cui proviene la malattia”. Lo dice la Coldiretti commentando “con preoccupazione” l’individuazione per la prima volta del batterio della Xylella fastidiosa su una pianta di caffe’ in vendita in un negozio di piante di Rungis, piccolo comune nella Valle della Marna. La pianta contaminata pare sia giunta in Francia dalli’America centrale attraverso l’Olanda, come per il batterio che ha raggiunto l’Italia annidandosi infine tra gli ulivi del Salento, in Puglia. “E’ vergognoso- sottolinea la Coldiretti- che si tratti dello stesso percorso fatto dalla malattia per arrivare in Italia. L’origine e la traiettoria del batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi sono dunque scientificamente provati: e’ stato introdotto in Europa dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam senza alcun freno dell’Unione Europea”. Per l’associazione agricola si tratta di “una dimostrazione dell’immobilismo e dei gravissimi e inaccettabili ritardi della Commissione Europea nell’affrontare l’emergenza fitosanitaria che sta minacciando gli ulivi salentini”.

Da tempo la Coldiretti chiede che “l’Unione Europea, oltre a monitorare quanto sta accadendo in Puglia disponga efficaci misure di rafforzamento dei controlli alle frontiere e finalmente l’embargo avverso le aree da cui proviene il batterio, come ad esempio il Centro America e un doveroso periodo di quarantena delle piante provenienti da Paesi extra UE, al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto”. Le necessarie misure a livello comunitario “devono essere accompagnate da interventi a livello nazionale dove e’ necessario un risoluto quanto convinto impegno di tutto il Parlamento italiano affinche’ sia resa possibile la dichiarazione di stato di calamita’ naturale positivamente annunciata dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina”. Per parte sua Coldirettti “da tempo” ha “sensibilizzato gli imprenditori sulla necessita’ di concludere tempestivamente le arature e le potature in campagna nel corso di oltre 100 incontri territoriali e attraverso il video tutorial, ma siamo anche pronti ad organizzare tempestivamente una task force di Coldiretti per pulire i terreni incolti ed eventualmente quelli demaniali abbandonati”. Si tratta di ambienti a rischio poiche’ gli insetti ancora giovani di sputacchina, insetto vettore della xylella, risultano stanziali e sono soliti vivere sulle erbacce presenti ai piedi degli olivi.

Buone pratiche colturali adeguate, interventi periodici, tesi all’arieggiamento delle piante e miglioramento dello stato vegetativo, possono ridurre in maniera imponente tali vettori, senza alcun impatto ambientale. “E’ iniziata una battaglia contro il tempo per difendere le storiche piante millenarie e salvare un bene dell’intera Umanita’- dice il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo- e’ necessario garantire il sostegno della ricerca, l’impegno delle istituzioni, gli interventi necessari e le risorse adeguate per salvare un bene pubblico che tutto il mondo ci invidia”.