Il 40% dei teenager inglesi lamenta dolore collegato all’uso dei dispositivi tecnologici, il Prof. Sorrentino dell’Osservatorio Sanpellegrino consiglia di bere acqua per mantenere lubrificate le articolazioni
In Inghilterra è stata definita “epidemia della sedentarietà”. E il motivo è presto detto. La lista degli effetti collaterali dell’uso eccessivo della tecnologia si sta allungando. Se i dispositivi digitali hanno agevolato non pochi ambiti della nostra vita quotidiana, è vero anche che oltre a tecnostress, disturbi del sonno e crisi di coppia bisogna aggiungere alle conseguenze indesiderate dell’hi-tech anche il tech-neck. Ovvero, dolori e risentimenti al collo dovuti all’uso prolungato di pc, tablet e smartphone. Proprio in Inghilterra, infatti, è stato registrato un aumento del numero delle persone che soffrono di mal di schiena e dolori cervicali, da ricondursi alle posture scorrette e le tante ore passate davanti agli schermi dei dispositivi hi-tech. Un quadro dettagliato è quello fornito dall’Associazione dei Chiropratici Inglesi secondo cui il 40% dei teenager d’oltremanica, tra gli 11 e i 16 anni, ha lamentato questo tipo di dolore collegato, in più di un caso su sette, proprio alla tecnologia. Più della metà dei ragazzi inglesi, inoltre, utilizza lo smartphone a letto con inevitabili conseguenze alla postura, e arrivano a 10 le ore che gli under 30 trascorrono con gli occhi fissi sullo schermo.

E’ importante allora interrompere con brevi e frequenti intervalli le ore che passiamo utilizzando i nostri dispositivi hi-tech, quantomeno per andare a bere un bicchiere d’acqua.