I lombrichi sono considerati specie invasive delle foreste del New England; la loro diffusione in queste aree è dovuta all’uomo
I lombrichi non autoctoni che hanno invaso le foreste del New England stanno assorbendo inquinanti metallici a livelli potenzialmente pericolosi, che potrebbero contribuire al calo di uccelli, anfibi e mammiferi che abitano in questi boschi e si nutrono di questi vermi. A dirlo e’ uno studio condotto dal Dartmouth College e dall’universita’ del Vermont, e pubblicato sulla rivista Soil Biology and Biochemistry, secondo cui situazioni simili potrebbero verificarsi nelle foreste di tutto il nordest degli Stati Uniti. Questi vermi, che nei terreni agricoli svolgono un ruolo importante, nelle foreste possono danneggiare la composizione chimica degli ecosistemi. I lombrichi sono considerati specie invasive delle foreste del New England; la loro diffusione in queste aree e’ dovuta all’uomo, che ha introdotto vermi originari di Europa e Asia attraverso la pesca o il giardinaggio. Ma la proliferazione incontrollata di questi ‘invasori’ ha preoccupato gli scienziati per il loro impatto sull’ecosistema della foresta. I ricercatori hanno scoperto che questi vermi stanno accumulando inquinanti pericolosi, soprattutto piombo e mercurio, a livelli potenzialmente tossici per i predatori. “La nostra ricerca – ha detto Justin Richardson, autore principale dello studio – sottolinea due messaggi importanti: i lombrichi non sono nativi delle foreste del New England e potrebbero avere un impatto negativo su un compito che il suolo della foresta svolge bene: trattenere le tracce dei metalli inquinanti dalla catena alimentare”.
