Caldo sempre più estremo tra India e Pakistan: primi valori prossimi ai +50°C, centinaia di vittime

Il caldo pre-monsonico inizia a fare sul serio fra India e Pakistan, ormai sempre più vicini ai primi +50°C all'ombra

Il caldo comincia a farsi davvero estremo lungo i canyon del Pakistan centro-meridionale e sul vicino confine con l’India occidentale, tanto che i termometri, giorno dopo giorno, si avvicinano sempre più ai primi +50°C di stagione. Ormai siamo giunti all’apice del caldo pre-monsonico che interessa l’intera area indo-pakistana, soprattutto nel settore interno pakistano, dove il sole prossimo allo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sulla linea dell’orizzonte durante le ore centrali del giorno), il prevalente regime anticiclonico in quota, la debole ventilazione e l’aria molto secca nei bassi strati inaspriscono notevolmente la gran calura, trasformando queste aree in autentici forni a cielo aperto.

Nei giorni scorsi diverse località hanno sfondato il muro dei +48°C +49°C, avvicinandosi pericolosamente ai fatidici +50°C all’ombra, anche per merito dell’azione di intense “Subsidenze atmosferiche” indotte dal possente regime anticiclonico sub-tropicale. Sono notevoli le temperature massime registrate nella giornata di ieri in buona parte del Pakistan centro-meridionale. Notevolissimo il dato stabilito dalla stazione meteorologica del sito archeologico di Moen Jo Daroche che ha fatto registrare una temperatura massima di ben +49.5°C, dopo varie massime over +47°C archiviate nei giorni precedenti. I +49.5°C toccati nel sito archeologico di Moen Jo Daro, nel pomeriggio di ieri, costituiscono la temperatura massima più elevata mai toccata sulla Terra dall’inizio del 2015.

Sibi_end_of_the_Jacobabad_Railway_Station_gokuyFinora le massime più elevate si erano stabilite in altre località pakistane, soprattutto nelle giornate molto secche, serene e caratterizzate da una ventilazione calma nei bassi strati. Ora con la lenta risalita dell’anticiclone permanente sub-tropicale, verso latitudini più settentrionali, il caldo comincerà a farsi davvero estremo in molte regioni del Pakistan centro-meridionale. Specie in quelle località dove si attivata la “fornace”, poiché penalizzate dall’orografia, spesso ubicate in profonde valli interne o canyon che le proteggono dai principali flussi eolici che si attivano sul territorio arido e semi-desertico del territorio pakistano. Nelle giornate con scarsa ventilazione e umidità relativa molto bassa il muro dei +50°C si potrebbe superare con una certa facilità pure in città come Sibi o la stessa Jacobabad.

Il tipico paesaggio del Pakistan centro-meridionali, luoghi dove si possono toccare temperature superiori ai +50°C all’ombra

Da notare come negli ultimi 10 anni il muro dei +50°C è stato superato sempre più spesso sull’area pakistana. Durante il corso della settimana l’intensa ondata di calore investirà in modo deciso e continuato il Pakistan centro-meridionale, in particolare le regioni lungo il confine con l’India occidentale. Ma il caldo sta divenendo davvero “feroce” anche in molte aree della vicina India, dove nei giorni scorsi si sono misurate temperate massime veramente estreme, prossime ai +47°C +48°C all’ombra, e accompagnate da valori di umidità relativa medio-bassa che hanno reso la calura ancora più insopportabile, con un effetto “afa” eccezionale. Negli stati dell’India orientale, dove l’umidità relativa è decisamente più elevata che nel Pakistan o nel Rajasthan, queste temperature così elevate, sommandosi a tassi di umidità superiori al 40-50 %, arrivano a far percepire all’organismo umano temperature sui +60°C (il valore percepito). Si tratta di una situazione davvero estremo che purtroppo, come confermano report delle autorità sanitarie indiane, ha determinato numerosi decessi, soprattutto fra gli anziani e i soggetti affetti da patologie respiratorie o malnutrizione.

Vista della città pakistana di Sibi

Nella parte più settentrionale del Pakistan, pur tenendo in considerazione il fattore dell’altitudine che va gradualmente a crescere man mano che si procede verso settentrione, la calura fino ad ora è risultata più attenuata a causa della ritardata salita di latitudine del ramo principale del “getto sub-tropicale”, il quale dalla penisola Arabica, attraversando l’Iraq, il nord dell’Iran, l’Afghanistan, scorre sopra il nord del Pakistan, l’altopiano tibetano e il sud della Cina. Il transito del ramo principale del “getto sub-tropicale” sopra il nord del Pakistan al momento impedisce l’avanzata verso latitudini più settentrionali dell’anticiclone sub-tropicale che domina sull’area medio-orientale, l’Iran e il Pakistan meridionale. Ciò tende a frenare uno spostamento verso nord dell’umido flusso monsonico sud-occidentale che comincia a formarsi davanti le coste della Somalia, dove in questi giorni si sta originando un flusso di correnti da Sud e S-SO che inizia a spingere aria umida marittima verso le coste dell‘India meridionale e occidentale.

Questo flusso monsonico nei prossimi giorni sarà destinato ad intensificarsi ulteriormente, visto che l’intenso riscaldamento dell’area indo-pakistana agevolerà un significativo calo dei valori barici a suolo, favorendo la formazione della vasta depressione termica fra il Pakistan centro-meridionale ed il nord dell’India, con valori che scendono sotto i 994 hpa fra il Punjab e le pianure del Gange. In più il transito del “getto sub-tropicale” in quota, sopra il bordo settentrionale della grande onda semi/permanente di calore insistente sulla regione indo-pakistana (nei medi e bassi strati), agevola la formazione dell’attività “termoconvettiva” sui rilievi del nord dell’Afghanistan, del Pakistan, sull’Himalaya occidentale e sull’altopiano tibetano interno, dove si sviluppano degli annuvolamenti cumuliformi che nelle ore serali e notturne produrranno delle piogge, rovesci e pure dei temporali, con scariche elettriche e tuoni fragorosi.