I biologi hanno verificato per la prima volta che gli effetti del cambio di stagione agiscono su un’area del cervello intermedio chiamato nucleo dorsale del rafe
Un inverno passato a combattere l’irritazione, la spossatezza e una diffusa stanchezza. Ecco che quando arrivano il caldo e le belle giornate, questi sintomi tipici della brutta stagione sono spazzati via. Uno studio della Vanderbilt University di Nashville (Usa) pubblicato su ‘Current Biology’ ha scoperto l’area del cervello dove avviene il processo che innesca i disturbi affettivi stagionali o Sad, un tipo di depressione che si verifica nella stessa stagione ogni anno (spesso l’inverno). I biologi hanno verificato per la prima volta, per il momento sui topi, che gli effetti del cambio di stagione (soprattutto l’esposizione alla luce solare) agiscono su un’area del cervello intermedio chiamato nucleo dorsale del rafe. E’ qui che sono concentrati i neuroni specializzati che controllano i livelli di serotonina, l’ormone del buon umore. “Grazie ad alcuni esperimenti sui topi, ora sappiamo che i neuroni serotoninergici sono situati in una specifica area del cervello e sono decisamente coinvolti nei disturbi affettivi stagionali – spiegano i ricercatori – Durante i periodi estivi questi neuroni funzionano meglio e più velocemente, aiutando il ‘buonumore’, mentre quando arriva l’inverno e le ore di luce solare diminuiscono, cala anche questo apporto ed ecco che prendono il sopravvento l’irritazione e la spossatezza”.
